Cronaca

PRIMO MAGGIO - La lettera della Società Operaia

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NARDO' - Nelle iniziali intenzioni, il primo maggio nasceva per festeggiare le conquiste sindacali ottenute dai lavoratori.

Oggi, purtroppo, la attuale e grave crisi occupazionale ha portato a riconsiderarne il significato,  tanto da far divenire preminente il tema della disoccupazione, proprio nella giornata dedicata al Lavoro.
Tutto questo è paradossale, ma reale, e rende necessario far ritrovare centralità, nel dibattito pubblico, al tema del lavoro; attesa la enorme rilevanza di quest’ultimo sia per l’armonioso sviluppo della società, che dei singoli individui che la compongono.

Il lavoro, infatti,  non è solo indispensabile per il sostentamento economico della persona, ma lo  è anche per la dignità della stessa, affinché possa concretamente realizzarsi.
Per tali motivi è importante affiancare il sistema delle tutele previste ai lavoratori, con meccanismi che consentano e facilitino l’occupazione giovanile, così come il reinserimento di chi si è trovato, in età avanzata, senza occupazione.

Si deve favorire un sviluppo etico che contrasti, per citare Papa Francesco, “l’economia dello scarto”; quest’ultima sempre più penalizzante per coloro che, per motivi anagrafici o di altra natura, sono fuori dal sistema produttivo o, comunque, tenuti ai margini dello stesso.
In questo, la Società Operaia ha precorso i tempi, sostenendo, fin dalla sua nascita ed in linea con il suo spirito mutualistico, chi viveva situazioni di grave disagio e difficoltà, oltre a compiere attività tese a favorire l’incontro fra operai, artigiani ed imprese.

La disoccupazione giovanile, il precariato degli operai, la crisi di molte imprese e la quasi scomparsa delle botteghe artigiane (vera ricchezza culturale prima ancora che economica della nostra città) rendono ancora più attuale gli scopi e gli obiettivi del Nostro Sodalizio.

Il superamento della crisi passa dalla solidarietà e dall’impegno di ogni componente sociale, ridando slancio alle nostre tradizioni e, contestualmente, alla innovazione, per ritrovare entusiasmo e fiducia.
Il primo maggio, oggi più che mai, deve, quindi, rappresentare la riscoperta di chi siamo e lo slancio verso il futuro, senza alcuna forma di timore o pregiudizio.

Buon Primo Maggio a tutti.

Il presidente
Giuseppe Guglielmetti