Cronaca

2 di 3 - La società mostra i muscoli e risponde al comitato con una lunga lettera

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NARDO' - La società "Oasi Sarparea" replica alle affermazioni del Comitato Salviamo la Sarparea tramite il legale, avv. Valeria Pellegrino. E si torna ad agitare lo spauracchio dell'azione risarcitoria.

Le informazioni date dal Comitato Salviamo la Sarparea sono datatissime e ampiamente superate.

Siamo stati costretti negli ultimi tempi a subire una compagna mediatica di disinformazione intollerabile, ai limiti della intimidazione.

Innanzi tutto va detto in termini generali, ai fini di sgombrare il campo da sensazionalismi fuori luogo, che per la dichiarazione di monumentalità di un albero, così come di un oliveto, occorre innanzi tutto che i requisiti di monumentalità siano accertati in contraddittorio con la proprietà e che le risultanze siano cristallizzate in un atto formale adottato dall’organo competente e cioè dalla Giunta regionale.

Non è dunque sufficiente, ai fini di affermare la monumentalità dell’oliveto Sarparea, la nota della Commissione olivi monumentali del 2013 evocata dal Comitato, come del resto è confermato sia dal fatto che la Procura non ha mai dato alcun seguito a tale comunicazione nemmeno quando la Regione ha finalmente reso il parere paesaggistico favorevole, sia ancor prima dal fatto che lo stesso pianificatore regionale, in sede di definitiva approvazione del PPTR, ha respinto una specifica osservazione nella quale si sosteneva la presenza di un oliveto monumentale nella Sarparea, affermando l’insussistenza dei requisiti per una dichiarazione in tal senso.

Del resto, del contenuto della nota della Commissione olivi monumentali si fa carico espressamente il parere paesaggistico favorevole della Regione Puglia, superandola attraverso il richiamo alla normativa derogatoria successivamente intervenuta con le modifiche alla legge regionale.

Sono circostanze che non solo sono rinvenibili negli atti del procedimento, sol che fossero letti dai sostenitori del “no a prescindere” al progetto, ma che sono state da noi diffusamente illustrate nella audizione davanti alla Commissione regionale voluta dal Comitato Salviamo la Sarparea, ed all’evidenza devono aver convinto la Commissione a non portare la questione in Consiglio regionale; così come sono state diffusamente illustrate al Comune di Nardò, agli amministratori ed al tecnico competente a chiudere l’istruttoria, sia nel corso del recente tavolo tecnico, sia in atti formali con cui abbiamo rilevato il completamento dell’iter e stigmatizzato il ritardo nella definitiva approvazione del piano.

C’è poi da aggiungere che oggi la questione della monumentalità delle alberature è disciplinata da un decreto ministeriale in maniera assai meno rigorosa rispetto alla legge regionale, che deve ritenersi ormai superata. Di questo la Regione ha preso atto ed è per questo che non ha proceduto ad effettuare altri censimenti, portando comunque all’incasso la completa salvaguardia non solo dei singoli olivi monumentali censiti ma anche di una ampissima zona di oltre tre ettari che, a prescindere da una espressa dichiarazione di monumentalità del suo insieme, verrà gratuitamente ceduta al Comune come parco pubblico. Paradossalmente il Comitato Salviamo la Sarparea chiede che venga effettuato un censimento non solo a tempo ormai scaduto, visto che il progetto di piano urbanistico è stato adeguato al censimento definitivo vigente e al PPTR, ed in base a tali atti deve essere approvato senza che possano nel frattempo essere strumentalmente cambiate le carte in tavola, ma soprattutto lo chiede senza rendersi conto che un nuovo censimento secondo i nuovi parametri, sarebbe destinato ad attenuare la tutela che, invece, in ogni caso il pdl Sarparea garantisce.

Anche di questo l’adeguamento del rapporto della VAS depositato in Comune dà atto; sicché l’istruttoria è assolutamente completa, il tempo è ormai scaduto, ed il Comune non potrà che definitivamente approvare il PdL.

Se ciò non dovesse accadere a stretto giro, lo sbocco di questa vicenda ormai annosa - che ha già occupato le pagine della stampa nazionale ed internazionale come pessimo esempio della capacità attrattiva del nostro territorio per investimenti di qualità - non potrà che esitare in un’azione risarcitoria da parte della Società destinata inesorabilmente a riverberarsi sull’intera comunità amministrata. Siamo ancora convinti, nonostante gli oltre 10 anni trascorsi dalla presentazione del progetto di pdl, che tanto possa essere oggi evitato nell’interesse del territorio che potrà solo beneficiare di un investimento di qualità ecocompatibile, destinato a produrre ricchezza lì dove fino ad oggi ha regnato e regna il degrado.

Avv. Valeria Pellegrino