NARDO' - Una mini centrale del riciclaggio allestita all’interno di un locale gestito da due artigiani di Nardò. Tutto inizia con la "scoperta" di una Mini Cooper rubata e ritrovata nella loro officina, completa di documenti ed effetti personali del derubato.
Tre persone finiscono nei guai: un 40enne e un 42enne, entrambi di Nardò, e un uomo di 51 anni, residente a Brindisi. Tutti e tre sono accusati di riciclaggio e ricettazione.
Le accuse sono contenute nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato dal sostituto procuratore Stefania Mininni. Le indagini sono state condotte dagli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Brindisi. Gli accertamenti sono stati avviati ad ottobre quanto una quindicina di finanzieri eseguirono una perquisizione ad ottobre all’interno dell’officina che si trova nella zona di Nardò.
Gli investigatori scovarono una Mini Cooper (con tutti i documenti e gli effetti personali custoditi) rubata il 18 ottobre scorso così come regolarmente denunciato. Da qui l’accusa di riciclaggio per i tre indagati. Gli investigatori sequestrarono tre propulsori: un motore abbinato ad una Ford Fiesta rubato a luglio del 2016 così come riportato in una denuncia presentata presso la stazione carabinieri di Brindisi centro; un motore abbinato ad una Peugeot 208 oggetto di furto ad aprile sempre di un anno fa a San Pancrazio e il motore di una Ford Fiesta dopo una denuncia presso la stazione dei carabinieri di Lecce Principale.
Il brindisino, invece, risponde della ricettazione di tre chiavette usb anch’esse oggetto di furto tra il 2011 e il 2016. Gli accertamenti si sono poi avvalsi di una consulenza eseguita dall’ingegnere Lelly Napoli sulla Mini Cooper. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Viola Messa, Massimo Muci, Daniele Scala e Daniela D’Amuri. L’avviso di conclusione non si deve ritenere un verdetto di una sentenza anticipata. I tre potranno ora prendere visione degli atti d’indagine ed eventualmente chiedere di essere interrogati.