NARDO' e PORTO CESAREO - Troppi vincoli, troppi divieti: «cade» il regolamento dell’Area marina protetta. Eppure va anche detto che, paradossalmente, ora ogni forma di trasgressione al decreto istitutivo di vent'anni fa prevede una proceduta penale per chi "sgarra".
Sin dal 2009 una decina di «centri di interesse» hanno contestato il regolamento dell’Amp «Porto Cesareo», giudicato troppo penalizzante e restrittivo per le proprie attività, quali darsene, cantieri nautici, negozi sportivi e legati alla pesca, associazioni dilettantistiche. Ed ora, dopo una sentenza del Consiglio di Stato pubblicata ieri, hanno vinto. Velocità di navigazione, zone interdette alla pesca e anche alla balneazione, divieti di ogni genere giudicati «assurdi» anche davanti ai tribunali amministrativi che oggi, all’ultimo grado, danno loro ragione.
Il Consiglio di Stato, infatti, ha premiato la linea degli avvocati Adriano Tolomeo e Vincenzo Mariano: la sezione sesta, presieduta da Luciano Barra Caracciolo, ha respinto il ricorso presentato dal Ministero dell’Ambiente con cui si chiedeva l’annullamento di una sentenza del Tar del 2010. I ricorrenti, diportisti, pescatori sportivi e aziende operanti nel settore della pesca sportiva e nella nautica da diporto, avevano ottenuto l’annullamento del decreto dell’Amp cesarina con cui si approvava il regolamento di esecuzione e organizzazione della stessa area. In sostanza è stato annullato il regolamento delle attività consentite nell’Area marina protetta di Porto Cesareo e si tratta, commenta l’avvocato Mariano, «di una sonora sconfitta per il Ministero dell’ambiente ed una grande vittoria per chi ama e vive il mare».
«Devo precisare - spiega il legale - che l’annulla - mento del decreto ministeriale riguardante le attività consentite nell’area protetta ottenuto in data odierna, comporta l’applicazione delle norme previste dal decreto 12 dicembre 1997, istitutivo dell’Amp di Porto Cesareo». Quindi non significa che da oggi nel mare di Porto Cesareo e Nardò non ci sono più regole.
«Abbiamo una nuova occasione per ridiscutere le norme che disciplinano l’attività consentite - conclude Mariano - e ho fiducia nelle nuove opportunità che ci verranno date, spero che siano quanto più possibile condivise tra tutte le categorie interessate e le Istituzioni, Amp e Ministero dell’ambiente».
Di fatto oggi torna in vigore l’originario decreto istitutivo ma si torna anche ad una nuova concertazione che dovrà necessariamente portare, alla luce di questa sentenza, a un accordo che sia sostanziale e generale e non entri più nel merito della regolamentazione delle singole attività da svolgere nel perimetro dell’Amp.