NARDO' - Trovati a Londra per la prima volta i documenti del Foreign Office su Santa Maria al Bagno e il campo profughi di Santa Maria al Bagno.
L’avvocato Pierluigi Congedo (foto), pronipote dell’industriale Francesco Lanzillotto che possedeva a Santa Maria al Bagno una delle palazzine requisite a partire dal dicembre 1943 dall’Allied Military Government (poi Allied Control Commission) anglo-americano per ospitare i rifugiati jugoslavi dopo la progressiva liberazione della penisola balcanica, ha recentemente individuato per la prima volta a Londra i documenti del governo britannico recentemente declassificati relativi all’intera vicenda dalla ideazione, creazione, gestione e scioglimento del campo profughi di Santa Maria al Bagno, convenzionalmente definito “DP Camp no. 34” da parte dell’UNRRA.
I documenti appartengono a vari archivi del periodo bellico e post-bellico provenienti dal Cabinet Office (Downing Street), Foregin Office, dal Colonial Office, dal War Office, dall’Ammiragliato, dalla Royal Air Force e dal Ministry of Defence, custoditi oggi presso i National Archives di Kew, un sobborgo di Londra. Diversi documenti provengono invece dall’archivio UNRRA di New York e dagli archives di College Park di Washington.
La ricerca, iniziata per passione personale gia’ dal 2003 quanto Congedo avvio’ il suo Ph.D. in diritto antitrust presso il King’s College London, ha portato all’individuazione di circa 3000 pagine di documenti sul tema dei rifugiati a partire dagli ultimi due anni del secondo conflitto mondiale fino alla creazione dello Stato di Israele (1948).
La scoperta di questi fascicoli e’ avvenuta mentre Congedo, oggi docente di diritto europeo della concorrenza presso la LUISS di Roma pur essendo basato a Londra, insegnava come professore associato diritto internazionale e diritto europeo ad Anglia Law School di Cambridge e mentre stava redigendo il capitolo di inquadramento storico-giuridico di un libro sull’epistolario dell’agente UNRRA Henry P. Gerber, in corso di pubblicazione per i tipi di Milella editore a Lecce.
Il libro conterra’ anche una eccezionale intervista rilasciata nel gennaio dell’anno scorso da Maria Romana de Gasperi, figlia dello Statista trentino, e un capitolo di analisi storica redatta dal prof. Fabrizio Lelli dell’universita’ del Salento.
Le ricerche sono state sostenute dalla famiglia Gerber di Aberdeen, Sud Dakota, mentre il Comune di Nardo’ nel 2015 ha approvato un fondo per la traduzione di oltre 350 pagine di documenti.
I documenti trovati riguardano non solo Nardo’ e Santa Maria al Bagno, ma anche Lecce, Santa Maria di Leuca, Santa Cesarea, Tricase ed Arnesano, tutti luoghi dove in base ad un piano ben preciso ed articolato furono ospitati prima i rifugiati jugoslavi, realisti e sostenitori di Tito, e, successivamente, cittadini di religione ebraica polacchi, cecoslovacchi, ungheresi, tedeschi, austriaci, jugoslavi stessi.
Le carte vanno dalla prima lettera in cui viene menzionata Santa Maria e le difficolta’ di requisizione incontrate nei primi tempi, con riferimenti alle condizioni di armistizio tra governo italiano provvisorio e alleati (firmato a Cassibile nel 1943), fino alla chiusura del campo stesso. L’avv. Congedo ha individuato le lettere dell’ambasciatore a Roma, Charles (amico personale del principe antifascista Filippo Doria Pamphili), che informa regolarmente il Foreign Office di quanto stesse accadendo in Salento e a Bari (citta’ designata come Transit Camp n. 1, quindi il principale porto di uscita dall’Italia di tutti gli ebrei liberati dai campi di concentramento e trasferiti verso il sud Europa per il successivo ritrasferimento in America e in Palestina), ma anche a Roma all’indomani della liberazione (giugno 1944) e l’ingresso degli Anglo-Americani (in una lettera si fa riferimento ad un incontro con Pio XII e alla sua viva preoccupazione per la sorte degli ebrei, e la rassicurazione del suo intervento conscio del suo peso nella storia).
Nei rapporti delle varie entita’ civili e militari inglesi e americane, ma anche ebraiche, che gravitavano intorno ai campi ACC e UNRRA del Salento, vi sono non solo riferimenti alla routine amministrativa, ma anche ad episodi di difficolta’ logistiche, alle agitazioni da parte della comunita’ ebraica che sperava di poter partire per gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia o verso la Palestina, riferimenti ad incidenti tra gli jugoslavi realisti e quelli di orientamento socialista e comunista, il ruolo delle associazioni umanitarie come la Croce Rossa internazionale, i Boys Scout ed i Quaccheri, il problema del danneggiamento agli edifici, agli scontri tra i giovani rifugiati ebrei e alcuni locali, soprattuto nella zona di Tricase e di Santa Cesarea, prontamente fermati dall’intervento della prefettura di Lecce, e immediatamente comunicati all’ambasciatore a Roma e quindi al Foreign Office e al primo ministro inglese. Una lettera riguarda la preoccupazione espressa dall’ambasciatore che le navi mercantili offerte dagli inglesi al governo italiano per permettere la ripresa dell’economia italiana, venissero invece nel dopoguerra utilizzate per far uscire clandestinamente i rifugiati ebrei in direzione della Palestina, facendo prevalere considerazioni umanitarie. Si evince quindi la vicinanza del governo italiano, rappresentato dal trentino Alcide De Gasperi, alle politiche di Truman che in quegli anni discuteva con Londra e gli altri Alleati la possibilita’ della creazione di due Stati in Palestina, ex mandato britannico.
In attesa delle necessarie autorizzazioni per la pubblicazione in stralcio dei testi da parte delle amministrazioni di riferimento, Congedo sta lavorando alla revisione del testo finale del libro sull’epistolario Gerber in cui verranno anticipati alcuni dei contenuti e che sara’ pubblicato entro l’estate 2017. Il Comune di Nardo’ ha materialmente sostegno l’opera sia nella fase di traduzione dell’imponente epistolario, gia’ completata, che mediante lo stanziamento di un contributo alla stampa, nonche’ mediante la conservazione di un giardino a ricordo del DP Camp n. 34 (il nome dato dal governo anglo-americano) che l’avvocato Congedo promosse sul lungomare di Santa Maria al Bagno insieme a numerosi volontari del luogo e dell’universita’ di Lecce gia’ a partire dal 2010.