NARDO' - Dopo la denuncia di Roberto My e le ennesime rassicurazioni del sindaco Mellone sui servizi offerti dalla Asl (attualmente deficitari e in diminuzione sul fronte tac ed ecografie), il consigliere regionale propone la sua "ricetta".
"Da troppo tempo i cittadini di Nardó vivono uno stato di precarietà per quanto riguarda l’offerta pubblica di servizi sanitari. Come già sottolineato in altri miei interventi, sono state troppe le promesse da campagna elettorale di una vecchia classe politica che ha giocato sulla riapertura dell’ospedale di Nardò, argomento che è stato pervicacemente perpetuato dalle amministrazioni comunali che si sono avvicendate".
Afferma Cristian Casili, consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle e Vicepresidente della V Commissione Regionale.
"Lo slittamento dei termini della chiusura del Punto di Primo Intervento (PPI), che alla fine si realizzerà, ha attenuato il dibattito sulle risorse sanitarie alternative da assegnare al territorio di Nardò, anche in ambito emergenziale. Il M5S - prosegue Casili - ha presentato una proposta di Legge di riordino dell’intero sistema di emergenza regionale che, alla luce della letteratura scientifica concorde sulla pericolosità dei PPI, propone, come peraltro imposto dalla normativa nazionale, la riconversione di quelle strutture in ambulanze di 118, il cui numero è complessivamente sottodimensionato rispetto alle esigenze della popolazione pugliese e neretina in particolare.
Al contrario, l’improvvida scelta di introdurre il servizio di automedica in un sistema di 118 già caratterizzato da inappropriatezza operativa, carenza di personale e insufficienza di mezzi, ha prodotto il paradosso di vedere ulteriormente depauperate le risorse a disposizione dei cittadini neretini, una situazione che rischia di diventare drammatica sotto la pressione dei prossimi flussi turistici. Non stupisce quindi che i servizi siano peggiorati ulteriormente in questi anni.
Per superare questa "impasse", insieme ai medici del territorio, stiamo cercando di proporre un organico modello di riorganizzazione delle risorse sanitarie pubbliche sul territorio di Nardò, che possa rispondere alle esigenze più pressanti della cittadinanza (ambulatorio distrettuale, ospedale di comunità, rete integrata di servizi domiciliari), nell’alveo però delle risorse disponibili, delle normative nazionali e regionali, delle evidenze della letteratura scientifica e della buona pratica clinica.
Auspico, pertanto, che si apra una fase di dialogo tra l’Amministrazione comunale e la Direzione della ASL, aperta al contributo dei cittadini correttamente informati, degli operatori del settore e di tutti coloro che sono interessati alla promozione del diritto alla salute. Un dialogo che passi da un’attenta disamina dei problemi, una consapevole analisi delle esigenze del territorio e una responsabile condivisione di responsabilità".