Cronaca

*TANTE FOTO* - Art.1 e una riunione "particolare". Vi partecipano Marcello Risi (ex sindaco Pd), Rino Giuri (ex segretario Pd) e Carlo Falangone (Si)

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NARDO' - Magari non vuol dire niente, magari vuol dire tutto. Certo è che ieri sera la presenza di queste tre persone, che forse erano lì per cortesia istituzionale e forse no, ha sicuramente scompensato gli assetti nel Partito Democratico neritino. Una delle chiavi di lettura? C'è sicuramente chi non sopporta più di stare nello stesso partito di Michele Emiliano che appare costantemente remare contro i candidati sindaci del suo partito che si presentano nel suo territorio. E se ai consiglieri regionali del Pd che ne sostengono la maggioranza tutto ciò appare normale, a molti iscritti i conti non tornano più.

TRASCRIZIONE DEL DISCORSO DI RISI AL CONVEGNO DI ARTICOLO UNO

Fare un patto con Berlusconi e Salvini per una legge elettorale proporzionale e con la gran parte dei parlamentari nominati e non eletti. E soprattutto stringere un accordo per sfiduciare il governo Gentiloni e andare subito al voto.

C’è qualcosa di gravemente imbarazzante in questa spregiudicata liquidazione dei principi della rappresentanza e della governabilità.

C’è una ostinata manovra di deragliamento di Renzi dai punti cardine delle riforme istituzionali sulle quali è nata l’esperienza dell’Ulivo. Ha ragione Walter Veltroni: “Si chiama ritorno al passato”.

Non possiamo derubricare questo scellerato cedimento come l’ennesima gaffe di un gruppo dirigente che sempre più spesso si mostra inadeguato. Il male è più profondo, incide sul corpo del centrosinistra e sulla sua comunità. Ma davvero un governo con Berlusconi può valere l’archiviazione dell’identità del Pd?

Senza un nuovo centrosinistra il Paese smarrirà ogni prospettiva di crescita. Il Pd da solo non ce la fa più. La vicenda della legge elettorale ha disvelato una profonda crisi di strategia e di respiro. Non serve vincere le primarie del Pd se poi devi finire fra le braccia del centrodestra. Ora c’è bisogno di un campo nuovo, largo e aperto.

A questo punto occorre sperare che quanto si muove nel centrosinistra al di fuori del Partito Democratico possa effettivamente svolgere la funzione di lievito di una stagione nuova. Nuova nello stile, nuova nei valori di riferimento, nuova nella capacità di rappresentare il Paese che soffre.

In questo delicatissimo passaggio la responsabilità dovrà andare a braccetto con il coraggio. Se Letta, Prodi, Bindi, Bersani e tanti altri non rinnovano la tessera è segno che quello che c’è non basta più.

Nel centrosinistra si avverte sempre più forte la necessità di un soggetto che rinnovi la grammatica e la rete di relazioni della nostra azione politica, nel solco dello spirito dell’Ulivo.

Chiamati a scegliere fra un soggetto politico che intende ripartire da un nuovo centrosinistra e un Pd che si chiude in un logica di isolamento, la scelta non potrà che essere a favore del primo.

(Marcello Risi il prossimo rimo luglio parteciperà a Roma all’iniziativa nazionale di Campo Progressista, coordinata da Giuliano Pisapia. Saranno presenti diversi amministratori eletti sindaci nella cosiddetta “primavera arancione” del 2011. Successivamente sarà programmata una manifestazione pubblica dell’associazione Nardò Liberal).

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