Cronaca

CITTADINI DIMEZZATI - Tra discariche e protocolli. La lunga estate dei "disturbi"

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NARDO' - Rei (e rei confessi), turismo di casa nostra. Tante cose NON succedono. Eppoi, sul turismo bisogna (fortemente) migliorare.

L’”ETERNO RITORNO”: LA DISCARICA DI AMIANTO “REI” E IL VADEMECUM DELLE BUONE REGOLE. NOI CITTADINI “DIMEZZATI”

Impressionante. Dover tornare sull’argomento su cui lungamente ci siamo soffermati. E senza fare molti sforzi nello scrivere detti articoli, utilizzando semplicemente le dichiarazioni, parola per parola, del factotum Calò. Bastavano e avanzavano. E, comunque, aver visto lungo, anche se confessiamo magra consolazione alla luce delle risultanze degli organi inquirenti. Si tratta della “dimenticata” discarica in agro Castellino-Vignali (discarica autorizzata, riceve inerti con amianto da buona parte d’Italia) che, a seguito della denuncia del Comitato Permanente per la Salvaguardia della Salute, dell’Ambiente e del Territorio che ha fatto partire le indagini, è stata messa sotto sequestro per “smaltimento illecito di rifiuti pericolosi”.

Troppi, comunque, tre anni per agire. Secondo questa e altre risultanze (mediche) è concreto il pericolo della dispersione delle polveri cancerogene. “Contestualmente” la Procura vorrà vedere chiaro sull’iter autorizzativo della Provincia, soprattutto sul versante degli ampliamenti ottenuti. Per il momento ci fermiamo qui, poiché dobbiamo pur pensare alle nostre vacanze autarchiche. A Nardò, a Gallipoli o in qualche altro posto del Salento. Purtroppo ci sarà negato il giro sulla costa Otranto-Santa Maria di Leuca. La strada è interrotta per lavori tutto sommato modesti, di tanto in tanto si vede un badile all’opera. Non diremo mai che si tratta della nostra Salerno-Reggio Calabria. Di più.

Invece, il “protocollo d’intesa” firmato a Gallipoli per l’estate (speriamo non debba mai servire per Nardò!), da un lato è il tentativo (quasi disperato) di mettere ordine a comportamenti scorretti da parte di tanti villeggianti, dall’altra il segno dei tempi prossimi venturi, quando (è una previsione), ci sarà una prescrizione, una legge per ogni momento della nostra vita. Dentro e fuori le mura domestiche. A quel punto ci verrà di scappare da qualche parte, e lontano da tutti (anche da quelli che conosciamo), proprio in ragione del fatto di voler evitare tutti quegli sgorbi e sgarbi che la vacanza del nuovo millennio comporta. Si dirà che è un fatto di crescita e che il caso Gallipoli non è isolato; tante sono le località anche pugliesi alle prese con la gestione di un turismo che deborda pericolosamente e che non una sola volta abbiamo definito cafone.

Ci sarebbe anche da aggiungere che di questa ulteriore disposizione non si vedrebbe necessità, solo che tutti facessero tutto quello che normalmente è lecito fare. Anche perché, poi, per quanto riguarda detto protocollo, è tutta una fiera d’intenti, insomma “grida manzoniane” che difficilmente potranno conseguire il risultato per il quale è stato adottato. Qualche esempio può bastare: l’albergatore o il titolare di B&B, in presenza di schiamazzi e disturbo della clientela (“soprattutto di pomeriggio e sera”- lasciando intendere che per il resto della giornata i guastatori potranno organizzarsi) è autorizzato ad allontanare i disturbatori, dove è evidente che ciò può valere come mera dissuasione e non certo come provvedimento. Chi si azzarderebbe a farlo? Chi chiama chi a intervenire? Polizia Municipale, Polizia di Stato, Carabinieri?

I Vigili chiamati a impedire le mille violazioni in ambito commerciale (occupazione di suolo pubblico, licenze ecc), gli altri Corpi di Polizia dediti a compiti che tutti sappiamo e che non possono essere annacquati solo perché arriva l’estate. Si ha idea del putiferio che verrebbe scatenato, con i “rei” (qui la Discarica non c’entra) pronti a far valere le loro ragioni ? Non mancherebbero avvocati cui affidare la cosa, penseranno anche al risarcimento che credono di dover vantare. Perbacco – pensano – qui non si può fare quello che vogliamo! Siamo in vacanza o no? Non siamo lontani da questo semplice ragionamento, soprattutto quando i numeri del turismo sono tali (a Gallipoli, si può parlare di fenomeno) da indurre a una certa cautela.

C’è poi tutto il grave problema della mobilità e dei parcheggi. E per verificarlo non c’è stato bisogno che arrivasse l’estate. Nonostante i buoni propositi , il pericoloso fenomeno dei parcheggiatori abusivi è più vivo che mai. Persino nell’area sistemata del Porto e nonostante l’introduzione del tariffario da parte del Comune. Dove, peraltro, si è fatto l’errore clamoroso non certo di far pagare oggi la sosta (in passato il parcheggio è stato sempre libero), quanto quello di introdurre la sbarra che si alza solo al momento del pagamento previsto.
Ma non è andata bene, poiché la manovra è sempre molto lenta e farraginosa, con le auto che s’infilano in uno stretto imbuto, con lunghe code, ciascuna aspettando il proprio turno che consiste nell’infilare il biglietto nella feritoia, uscire dall’auto e farsi quattro passi a piedi per pagare quanto dovuto nell’apposita macchinetta. A questo punto si torna all’auto, si riaccende il motore (sempre che non sia stato lasciato acceso) e finalmente si parte. Non ci voleva molto a capire che la cosa non funzionava (il Porto di Gallipoli è l’unico spazio dove realmente si può parcheggiare). Ci hanno pensato gli esercenti del centro storico a farlo notare spegnendo le loro insegne. Insomma, un pessimo (quasi) inizio di stagione.

In fatto di parcheggi Gallipoli se l’è vista sempre brutta. L’abusivismo è ben diffuso e non risparmia lo stesso ospedale, il mercato del mercoledì e soprattutto la zona dei lidi e discoteche. Se e quando poi decidete di concedervi una serata da quelle parti è bene che vi facciate due conti in tasca. Al costo del biglietto si dovrà aggiungere una bella somma per il parcheggio “custodito” della vostra auto da parte da parte di autorevoli e “convincenti” parcheggiatori. L’azione di contrasto? Semplicemente nulla! Non si sa chi debba intervenire e finanche se tocca farlo. La nostra estate.

P.S. Non è mai elegante citarsi. Facciamo un’eccezione. Una quindicina di giorni fa abbiamo scritto un articolo sullo scandalo delle Sud-Est che ha avuto ampia divulgazione.
E, comunque, per molti di voi cose ben risapute. Di “nuovo” ci sono le dichiarazioni di fuoco delle Associazioni dei Consumatori (hanno ricevuto centinaia di denunce) che parlano dei treni Sud-Est (oggi delle Ferrovie dello Stato) come “Vergogna del Salento”). Tale, nel momento in cui si registra anche per quest’anno un incremento del turismo. Chiamano in causa la Regione a intervenire. Purtroppo si aspetterà a lungo. Gli scandali si sono sommati a catena (basti dire che il materiale rotabile è sempre stato quello dismesso nel resto d’Italia) e chissà se le varie responsabilità un giorno verranno sanzionate. Per la gravità della situazione, e non fosse offensiva la citazione, ritenendola giustamente impropria, forse ci vorrebbe un’altra Norimberga o quantomeno un”Giudice a Berlino” che potesse agire senza essere fermato dalla politica di turno.

(Luigi Nanni)