NARDO' - "La terra dei caporali dove nulla cambia".
Questo il titolo di un articolo a firma Chiara Spagnolo apparso su Repubblica di Giovedì 27 Luglio. Un titolo forte, un pugno nello stomaco di chi ha ancora un minimo di umana pietà. E' ormai impossibile sfogliare una qualsiasi rivista che si occupi di immigrazione e problemi del lavoro nelle campagne senza imbattersi nella citazione di Nardò diventata nel bene e nel male una nuova Rosarno che ha contribuito a stabilire nuovi principi di civiltà giuridica e sociale. Si legga il venerdì di Repubblica in edicola per capire di che si parla anche se non sempre a proposito. Problemi complessi. Di non facile soluzione. Che vorrebbero strategie integrate tra le varie Agenzie Nazionali e locali. Eppure anno dopo anno i problemi rimangono immutati. E Nardò ne è la prova.
Ancora quest'anno nonostante i problemi siano ben noti la capacità organizzativa e di controllo del Comune è in tilt e i caporali spadroneggiano con buona pace della vicenda Sabr. Nel rileggere le dichiarazioni del Sindaco Mellone di appena quindici giorni non possiamo non provare rabbia e vergogna. Nardò continua a essere percepita come la terra dei "caporali", come "città schiavista". Con buona pace del Sindaco Mellone e della sua Amministrazione. E' ora di finirla con la pubblicità facile sulla pelle di chi soffre. Un Comune che non riesce a dare stabilità e continuità ai suoi interventi è il miglior alleato dei signori delle angurie.
Lucio Tarricone