Cronaca

Confiscati beni per quattro milioni di euro. Operazione nel modenese con riflessi a Nardò

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NARDO' - Quattro automobili, tretatrè immobili molti dei quali nel Salento, una società e svariati conti correnti, per un valore complessivo di circa 4 milioni e 360 mila euro.

Questo è il bilancio del provvedimento di confisca eseguito dai finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Modena a carico di Rocco Ambrisi e Adamo Bonini, appartenenti al pericoloso sodalizio criminale operante nelle provincie di Modena e Reggio Emilia e in particolare nel distretto ceramico. Giunge così al termine un altro capitolo dell'operazione denominata gli intoccabili, avviata nel 2015 con diversi arresti. L’ingente patrimonio era stato sequestrato nel marzo del 2016 e ora, su disposizione del Tribunale di Modena, al termine del 'procedimento di prevenzione' portato avanti dai Pm modenesi Marco Niccolini e Claudia Nataliani è arrivata anche la confisca. Con questo provvedimento inoltre è stata confermata la pericolosità sociale dei due soggetti a capo del gruppo criminale, che nell’arco del tempo sono riusciti ad accumulare, direttamente o attraverso alcuni stretti familiari, un significativo patrimonio mobiliare e immobiliare del tutto incongruente rispetto alla propria capacita contributiva ed a quella dei propri congiunti. Secondo l’accusa questa sproporzione unita, alla pericolosità criminale ha permesso di procedere, ai sensi delle normative antimafia, prima al sequestro e, oggi, alla confisca dell’intero patrimonio anche indirettamente riconducibile ai due soggetti.
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I Finanzieri del Comando Provinciale di Modena hanno dato esecuzione al provvedimento di confisca del patrimonio mobiliare e immobiliare - del valore stimato in circa 4.360.000 euro - sequestrato nel marzo del 2016 agli appartenenti al sodalizio criminale noto come Gli Intoccabili (The Untouchables). Si tratta del gruppo capitnanato da Adamo Bonini e Rocco Ambrisi, attivo per anni nel distretto ceramico tra i comuni di Sassuolo, Fiorano Modenese, Casalgrande e Castellarano e dedito ad estorsioni e altri reati.

Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Modena e attuato dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Modena, giunge al termine del procedimento di prevenzione instaurato dalla Procura della Repubblica di Modena dopo almeno due anni di indagine. E' emerso come Bonini e Ambrisi, per i quali è stata riconosciuta la “pericolosità sociale”, fossero riusciti ad accumulare, direttamente o attraverso alcuni stretti familiari, un significativo patrimonio mobiliare ed immobiliare, del tutto incongruente rispetto alla propria capacità contributiva ed a quella dei propri congiunti.

Tale sproporzione, unita alla acclarata pericolosità criminale dei predetti, ha permesso di procedere, dapprima - ai sensi del dettato normativo del “Codice Antimafia” - al sequestro e, oggi, alla confisca dell’intero patrimonio, anche indirettamente riconducibile ai medesimi.

Con la decisione assunta, l’Autorità Giudiziaria competente ha ordinato la confisca di ben 33 unità immobiliari (fabbricati e terreni) site nei comuni di Casalgrande (RE), Castellarano (RE), Sassuolo (MO) e Nardò (LE), di una società, di 4 automobili e di svariati rapporti bancari, compresi portafogli azionari e quote societarie.