Cronaca

La depurazione con lo "scarico zero" convince solo in parte i pentastellati

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NARDO' - “Il riutilizzo dei reflui fognari di Nardò e Porto Cesareo sembra concretizzarsi. È una buona notizia, sulla quale però viglierò con grande attenzione riguardo la sua efficacia e la realizzazione in tempi rapidi, chiedendo chiarezza sul cronoprogramma dei lavori”. In merito al progetto del depuratore di Nardò si esprime il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle e vicepresidente della V commissione, Cristian Casili, che parla di “passo avanti”, promettendo di monitorare i tempi di realizzazione dell’opera.

“Dal tavolo tecnico è emerso che il Commissario Rolle ha autorizzato Aqp a rescindere il contratto sulla realizzazione della condotta sottomarina che era stato già appaltato da Aqp negli anni scorsi. È questo probabilmente l'elemento più importante dell'interlocuzione con Roma. 

Per il resto, torno a ripetere, è solo fumo negli occhi ostinarsi a parlare di scarico zero a mare. Non è così, per correttezza va spiegato ai neretini. L'interlocuzione con il Commissario Rolle si è mantenuta nel perimetro dell'attuale normativa che nella nostra situazione impone il recapito finale a mare. La sfida sarà quella di recuperare quanto più acqua depurata da impiegare in agricoltura, condizione che ad oggi non è assolutamente soddisfatta e su cui si dovrà lavorare ancora, di questo ho informato la Giunta regionale anche per le vicende di impianti di depurazione che riguardano altri territori.

Adesso allo studio di fattibilità predisposto  dalla Regione Puglia dovrà seguire in tempi brevissimi tutto ciò che è previsto dall’iter legislativo per consegnare al territorio un impianto all’avanguardia così come ho sempre auspicato fin dall'inizio di questa legislatura. Per questo sarò una sentinella riguardo un’opera di vitale importanza per garantire la salubrità delle nostre coste ai residenti e ai turisti che decidono di visitarci, dunque si deve procedere quanto prima a cantierizzare le opere sulla rete fognaria e sul depuratore.

Sulla realizzazione di un modello di recupero dei reflui fognari ho lavorato più volte in Consiglio regionale, con emendamenti e mozioni, passate poi all’unanimità che hanno avuto come corollario il nuovo progetto per il sistema di depurazione di Nardò, e che oggi ci danno la possibilità di una visione alternativa sull’effettivo riutilizzo delle acque reflue. Adesso le amministrazioni di Nardò e Porto Cesareo devono assicurare, di concerto con i consorzi di bonifica, Arif e Aqp l’effettivo riutilizzo dei reflui che pesa per oltre il 50% sul totale prodotto.

Un volume di acqua depurata il cui recupero ad oggi non viene assolutamente soddisfatto dall'attuale rete irrigua che vanificherebbe gli sforzi fin qui fatti e che comporterebbe comunque lo scarico a mare, vanificando i miglioramenti apportati al progetto, di cui il più importante è proprio lo stralcio della condotta sottomarina. L’amministrazione comunale valuti con attenzione il collettamento e la distribuzione delle acque reflue affinate dal depuratore alle reti irrigue esistenti. Soprattutto si valuti con attenzione il fabbisogno irriguo in relazione ai volumi mensili di acqua prodotti dal depuratore”.