Cronaca

Servono 5 milioni di euro per la discarica di Castellino. La Regione chiamata in causa

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NARDÒ - Per la post-gestione della discarica di Castellino servono 5 milioni di euro. E a tirarli fuori, secondo il movimento politico Articolo 1, dovrà essere la Regione Puglia.

Quello della discarica è un argomento che ciclicamente torna alla ribalta della cronaca. E ritorna perché ogni volta rimane insoluto. La convergenza politica tra Pippi Mellone e Michele Emiliano, rispettivamente sindaco di Nardò e presidente della Regione, potrebbe sbloccare una situazione rimasta congelata a oltre dieci anni fa. A riprova della sintonia tra Mellone ed Emiliano, due consiglieri comunali hanno aderito a Fronte Democratico, corrente interna al Partito Democratico creata e lanciata proprio dal governatore barese.

A oltre undici anni dalla chiusura della discarica di Castellino, decisa dal Presidente della Regione Nichi Vendola, essa appare oggi abbandonata a se stessa, continuando purtroppo a rappresentare il più serio pericolo ambientale per il territorio di Nardò. Ciò, malgrado i timori della cittadinanza, responsabilmente interpretati dalle amministrazioni locali del Comune di Nardò che, più volte nel tempo, avevano sollecitato l’intensificazione dei controlli, l’estensione dei monitoraggi e l’acquisizione da parte della Provincia, ente competente nella materia, di congrue fideiussioni a garanzia delle varie attività previste dalla legge per la post gestione della discarica1). Alcuni anni fa, intervenendo normalmente in rappresentanza del Comune di Nardò agli incontri dei tavoli tecnici presso la Provincia (ai quali partecipavano anche altri enti quali la Regione e l’A.R.P.A.), il Sindaco Risi aveva – fra l’altro – chiesto e ottenuto che il monitoraggio dell’acqua di falda, obbligatorio per il contenuto dei pozzi spia ed effettuato sia dall’ARPA sia dalla società che gestiva la discarica, fosse esteso anche a svariati ulteriori pozzi circostanti l’area della discarica. Da tali verifiche, tendenti alla messa in sicurezza dell’impianto di Castellino, è emerso a volte il superamento dei limiti di tollerabilità di un metallo come il nichel, nocivo per la salute, specialmente in considerazione dell’effetto “accumulo” che si determina negli organismi nel corso della vita. E’ evidente come il permanere della situazione attuale non puo’ che determinare il progressivo aggravarsi dei rischi di inquinamento ambientale, anche perché – in questo stato di ristagno delle attività di post gestione – i controlli eseguiti possono non essere oggi del tutto adeguati (infatti, non tranquillizzano la comunità cittadina).

Inoltre, accanto agli aspetti relativi alla garanzia della sicurezza ambientale (decisamente i più importanti), vanno ricordati – per le attività di post gestione – quelli, pure previsti dalla legge, collegati alla restituzione di un aspetto esteticamente e paesaggisticamente valido ai luoghi interessati dalla ex discarica.

Considerato quanto sopra accennato, è utile avere presente che i vari interventi relativi alla post gestione comporteranno un costo che si aggirerà almeno intorno ai 5 milioni di euro e che è perfettamente inutile richiedere un tale importo alla Provincia – già in gravissime difficoltà finanziarie – né ai Comuni, per ragioni analoghe, né alla società che ha gestito la discarica, la quale dichiara di non essere economicamente in grado di farvi fronte e non è comunque intenzionata ad accollarsi tale onere (c’è una vertenza giudiziaria in corso). Per questi motivi, la Regione Puglia deve concretamente impegnarsi a reperire i fondi necessari ad accelerare e condurre in porto nel più breve tempo possibile la fase della post gestione della discarica di Castellino, attivando – se ciò si rende necessario per risolvere definitivamente la vicenda discarica – un tavolo di concertazione con la Provincia e con il Governo nazionale. Il Comune di Nardò, per concretizzare con propri atti le intenzioni fin qui dichiarate, dovrebbe assegnare ad un proprio Ufficio (o quanto meno a un funzionario capace) il compito di seguire costantemente ogni aspetto di tali problematiche e ogni sviluppo della situazione, in modo da conferire sistematicità e efficacia all’azione di sollecito e proposta nei confronti delle istituzioni interessate.

Alessandra Boccardo, coordinatrice Art.1 MDP Nardò