NARDO' - Nel film Alice in Wonderland il "non compleanno" viene festeggiato dalla Lepre Marzolina, dal Cappellaio Matto e dal Ghiro. Che devono essere tornati per scrivere il decalogo di Andare Oltre, il manifesto programmatico di Pippi Mellone. E' la confusione al potere. Solo che prima lo si sapeva solo a Nardò (chi ricorda i manifesti con Majakóvskij o Che Guevara?) mentre ora lo scoprono tutti nell'intera provincia. Chiediamo a Michele Emiliano e Loredana Capone se si fanno la tessera?
Andare Oltre, movimento politico di Pippi Mellone, pubblica il Manifesto dell'Idea, simbolo dell’esaltazione dovuta al successo elettorale. Così i non-principi sono codificati e pronti per l’esportazione oltre i confini della città.
E’ rivolto alle giovani generazioni e a “tutti i cittadini liberi, che in questi anni del secolo nuovo si sono sentiti smarriti dall'affievolirsi delle ideologie e traditi da partiti e movimenti che altro non sono che mezzi per conquistare il potere”.
“Abbiamo avvertito l'esigenza – spiega Pippi Mellone – di dotarci di una carta di identità”.
Ma la foto, probabilmente, servirebbe segnaletica a causa della confusione che serpeggia in questo "ammiccante" decalogo.
Iniziamo con la colazione, con tanto di bavetta e cereali: “Oggi chiunque voti per qualsiasi forza politica italiana – continua - non ha idea di cosa stia votando. Sceglie un simbolo come se prendesse uno yogurt dallo scaffale di un supermercato, senza neppure conoscerne il gusto. Si affida alla simpatia per un leader, al retaggio di una tradizione tradita e persa tra le pieghe del '900. Noi proponiamo una formula nuova, che parte dal popolo per il popolo”.
Guarda un po': si affida alla faccia di un leader ed alle cose senza senso che sbraita? Mi è sembrato di vedere un gatto...
Furbescamente nel decalogo si ammicca un po’ di qua e un po’ di là e, nel ritmo, i dieci punti hanno tanto il retrogusto dei motti del Ventennio.
Si legge che AO “ripudia il fascismo degli antifascisti”. Ma del fascismo dei fascisti non parla più nessuno?
E poi che “le religioni non possono entrare in contrasto con le regole e le tradizioni della comunità” ma anche che è "inviolabile l'esercizio delle fondamentali libertà di pensiero, associazione e culto religioso".
Poi ancora che "Andare Oltre è sentimento di Patria: fiaccola viva nel cuore di chi si sente italiano" e pure che "la sovranità della comunità sul territorio, esercitata da tutti i cittadini senza distinzione di colore della pelle, orientamento sessuale, religione".
Andare Oltre protegge la famiglia "quale cellula fondante della struttura sociale" e contemporaneamente "difende la necessità di scelte nette a tutela delle coppie di fatto e del diritto di ognuno a vivere secondo la propria natura".
Sulle migrazioni si scolpice il principio del "rispetto della dignità degli ospitanti e degli ospiti" e un rigo dopo di "esercitare il diritto all'espulsione, immediata e certa, di chi contravviene alle regole della comunità ospitante".
C'è anche la spintarella ai pentastellati con “AO investe nella potenza della militanza politica. Ripugna il concetto che ognuno valga uno”.
Infine un serpeggiante e aggiornato revanscismo che sembra pescare a piene mani nella letteratura politica di fine Ottocento: “AO è sentimento di Patria: fiaccola viva nel cuore di chi si sente italiano” e “è onda che si gonfia dal basso e travolge il vociare sterile della vecchia politica. Muta il pensiero in azione e ottiene il superamento della contrapposizione tra destra e sinistra, strumento dei potenti per spaccare le comunità”.
In coda le offerte tanto al chilo: “AO protegge la famiglia, quale cellula fondante della struttura sociale” ma anche che “difende la necessità di scelte nette a tutela delle coppie di fatto e del diritto di ognuno a vivere secondo la propria natura”.
Chicca finale: il diritto di voto ai sedicenni. Perchè pare evidente che persone di esperienza, anche solo anagrafica, non possano davvero condividere il non-senso di questo minestrone fin troppo salato.
Insomma, questo decalogo (che pubblichiamo più sotto insieme con una rovente reazione) è come gli oroscopi: tutti coloro che lo leggono possono trovare una frase senza senso compiuto che "suona bene" e che piaccia al detentore di quel segno zodiacale. Ma poi sappiamo tutti come va a finire con le previsioni dei "maghi" di quest'arte divinatoria: sotto sotto non ci crede nessuno.
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I DIECI PUNTI INTEGRALI
IL MANIFESTO ASSURDO DI MELLONE
di Giuseppe Cozza
Ho letto con attenzione il Manifesto dell’Idea di Andare Oltre, il movimento creato da Pippi Mellone.
Di assurdità è pieno il mondo e, naturalmente, anche quello politico non fa eccezione, però leggerne tante, e tutte insieme, supera, francamente, ogni limite.
Si tratta di una paccottiglia di frasi, alcune scopiazzate senza peraltro averne capito il reale significato (il riferimento è al “fascismo degli antifascisti”, un famosissimo articolo, sul Corriere della Sera, di Pasolini del 1974, poi inserito nella sua opera Scritti Corsari), altre rivenienti da D’Annunzio (“onda che si gonfia”, il “sentimento di Patria”), da Baudelaire, (“la fiaccola viva” - I fiori del male) e da Flaiano.
Riecheggiano, in tale manifesto, anche teorie ampiamente superate, come dimostra la storia del secolo scorso, del primo Croce, che sino al 1922 ebbe in simpatia il nascente fascismo, e del suo discepolo Gentile che, invece, ne fu Ministro.
Nello pseudo-manifesto melloniano l’attualismo gentiliano risuona a chiare lettere, con tutta la sua assurda dottrina etico-totalitaria dello Stato.
Attenzione, nel manifesto di Andare Oltre la parola “Stato” è sostituita con “Comunità” che, come teorizzato da Gentile, diviene il momento di unificazione della società.
Davanti ad essa individui e gruppi sono il "relativo", rispetto all'"assoluto": la collettività nel suo insieme deve sentire e si deve ispirare agli stessi valori della “comunità”.
La comunità, poi, è la sorgente di elaborazione concreta di questi fini unitari della collettività: di qui il suo carattere morale.
Come il pensiero politico gentiliano si connette strettamente col fascismo, con la visione autoritaria ed anti-individualistica dello stato, con la sua mistica della patria e della sua "missione" spirituale, del pari, dalle stesse radici, nasce il “Manifesto dell’Idea” di Andare Oltre, che non esce mai dal quadro di una concezione centralistica e totalitaria della comunità politica.
E’ chiara, ove fosse una cosa seria e non una semplice scimmiottatura di qualcosa che la storia ha già conosciuto e condannato, la pericolosità del Manifesto di Andare Oltre, ossia il tentativo di ridurre la politica non a qualcosa di ideologico-programmatico ma solo ad una “fede” collettiva, con tutto un armamentario capace di attivare miti assurdi e pericolosi, nell’uomo solo al comando.
Uno pseudo-pensiero che, macchiando i principi, i valori e le categorie di giudizio di una società democratica, cerca di piegarli a tendenze pratiche o di conferire loro il mentito aspetto di principî e di categorie dello spirito, sino ad arrivare a punti di estrema pericolosità ove, ad esempio, si giunga ad accostarne i potenziali effetti distruttivi, sul piano mentale e morale, ai miti del pangermanesimo e della razza predicati da Houston Stewart Chamberlain.
Sappia il sig. Mellone, ove veramente conosca ciò che è sotteso al suo aberrante manifesto, che la storia ha già sconfitto l’Idea alla quale egli si richiama.
Sappia che la LIBERTA’, nella quale ogni cittadino italiano, e neretino, crede e nella quale vive, trova il suo fondamento nell’educazione ricevuta dai propri padri, ai quali era stata donata da chi aveva combattuto e sconfitto fascisti e nazisti.
Non esistono e non devono esistere stati, potenze, gruppi dominanti o, “Comunità” che assurgono a forza egemonica in grado di prevaricare gli altri.
Esistono, invece, classi dirigenti che si confrontano democraticamente e si alternano al governo di un Paese.
Sappia che ogni società democratica lavora per formare classi dirigenti democratiche e liberali che combattono, e combatteranno sempre, qualsiasi pretesa di concezione-religione che pretenda il comando e si presenti come chiesa politica totale e oppressiva.
La storia è consapevolezza e partecipazione responsabile di ogni cittadino, che non delega a nessuno la propria soggettività, al continuo processo con il quale la realtà si afferma e che trova nel principio di Libertà la sua espressione più alta.
Alla luce di tanto dico a Mellone che si metta il cuore in pace, la maggior parte dei neretini (tranne ovviamente quelli che lo venerano) non cederanno mai, né a lui né ad altri, la propria LIBERTA’: né a lui né al suo stato etico o, meglio, come la chiama lui, “Comunità”.
Giuseppe Cozza