Cronaca

AURIGA VIRTUTUM - Il cocchiere delle virtù: ciò che non ha il sindaco Mellone nonostante il doppio-mentore

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NARDO' - La velocità delle decisioni e delle enunciazioni, tipica dei social e assurta a regola di vita anche nel mondo reale, fa una vittima illustre: il sindaco di Nardò. La virtù della prudenza, che chiunque abbia una responsabilità deve esercitare, avrebbe richiesto una attenzione maggiore rispetto ad una vicenda che sta diventando contorta e kafkiana. La prudenza, secondo san Tommaso D'Aquino, è la "retta norma dell'azione" e non si mescola mai nè con la doppiezza o con la dissimulazione. Beninteso: domani il Tar o il Consiglio di Stato potranno dare nuovamente ragione al Comune. Ma proprio per questo motivo serviva una tripla dose di saggezza.

Gli amministrati, i cittadini, meritano maggiore rispetto. A soli tre giorni dalle parole del sindaco Mellone, che aveva avvisato pubblicamente di non pagare il canone alla ditta Borgia, oggi lo stesso sindaco dovrebbe dire, chiaramente, a chi devono pagare questo benedetto canone i cittadini rispettosi delle regole a ligi sui pagamenti. A Borgia, al Comune, a nessuno?
Noi non vi sappiamo dare una risposta. E chi non paga entro oggi diventa moroso? Ma nei confronti di chi?
Era proprio necessario innescare questa battaglia legale a pochi anni dalla scadenza della concessione di Borgia? E quanto costerà alla collettività in termini di perizie, spese legali, tempo perso da funzionari e uffici, comunicazione?
Ed è stato intelligente sollevare tutto questo polverone a ridosso della scadenza del pagamento del canone e del due novembre?

Molti non sanno, infatti, che qualche giorno fa il Comune ha richiesto le chiavi delle stanze occupate da Borgia nel camoposanto e l'Amministrazione comunale ha messo in atto le procedure per la volturazione di tutti i contatori. Per fortuna che un ingegnere ha consigliato al sindaco di essere "prudente" perché si sarebbe rischiato di lasciare senza luce le cappelle cimiteriali proprio nei giorni della commemorazione dei defunti.
E se l'avesse fatto, oggi che storia staremmo raccontando? E le chiavi, a Borgia, oggi gliele stanno restituendo?
Non deve essere l'ingegnere a predicare la prudenza ma l'uomo politico che regge le sorti della città: è lui che viene individuato, mai come stavolta primus inter pares, per praticarla, associata all'equilibrio.

I giornalisti critici, anche quelli considerati di parte, non vengono letti ma ostracizzati. Si preferisce la soffice bambagia dell'informazione accomodante, praticamente di regime.
Manca un anziano, un grillo parlante che affianchi questo sindaco. Manca un saggio che sappia compensare la baldanza giovanile, l'ingenuo entusiasmo, la carenza di esperienza.

Il mentore Graziano De Tuglie, che arrivava al conflitto verbale col sindaco per affermare un punto di vista a volte divergente, è stato scacciato improvvidamente con un colpo di pantofola di collodiana memoria.
Tocca ad Agostino Indennitate, portavoce e consigliere ascoltatissimo, aiutare questo sindaco ad confrontarsi con una coscienza, anche esterna a se stesso.
Se il doppio-mentore non funzionerà, potrà servire, in ultima istanza e non per narcisismo, guardare la propria immagine riflessa.
Perché, come recita un vecchio slogan, "lo specchio, prima riflette e poi parla".