Cronaca

*FOTO* Nardò, la vendita della farmacia comunale diventa un caso nazionale. Interviene il presidente di Assofarm

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NARDÒ - “Sbagliato vendere la farmacia comunale, sono pronto a un confronto con il sindaco di Nardò”. A dirlo e Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm (Associazione nazionale delle farmacie comunali) e dell’UEFS (Unione Europea delle Farmacie Sociali). Da una vita in prima linea nella difesa delle farmacie comunali, Gizzi sottolinea: “Grazie a questa scelta i cittadini saranno privati di un servizio fondamentale e di un grande patrimonio che produce utili”.

Venanzio Gizzi Assofarm webDunque perché vendere un patrimonio pubblico che funziona, offre un servizio e porta soldi nelle casse del comune? A deciderlo è stato il sindaco Pippi Mellone sostenuto dai suoi consiglieri comunali di maggioranza. Contrari i rappresentanti dell’opposizione. Lo stesso Mellone ha poi dichiarato: “Abbiamo deciso di vendere la farmacia comunale, una partecipata ormai priva di ogni senso e di ogni credibilità. Dopo l'ammanco di 129.700 euro e gli utili sempre limitatissimi, riteniamo che quei soldi, 800mila euro, vadano ‘restituiti’ ai cittadini in opere pubbliche e servizi”.

“Non è edificante mettere mano ai gioielli di famiglia per fare cassa. Pur comprendendo le difficoltà economiche degli enti territoriali - ha spiegato Gizzi - trovo indecoroso vendere le farmacie comunali. L’unico risultato concreto sarà quello della dismissione di un patrimonio. E su quest’ultimo aspetto potrebbe essere interessata la Corte dei Conti per verificare la congruità nel prezzo di vendita e l’utilizzo delle risorse ricavate”.

“Se gestita bene - ha aggiunto - la farmacia comunale può incrementare gli utili economici e allargare l’offerta dei servizi utili alla comunità. Basti pensare al cosiddetto farmacista di famiglia. Una figura che, in stretta collaborazione con i medici di base, potrebbe far presto parte del servizio sanitario nazionale”. Assofarm guarda con interesse al sistema utilizzato in Belgio e una sperimentazione è già in corso in Toscana.
Nel settembre del 2015, i consiglieri comunali di Cattolica affondarono la proposta del sindaco di vendere la farmacia comunale. A Nardò, nel 2017, in venti hanno votato a favore della vendita.