NARDO' - Ci scrive la mamma di una bambina di nove anni e ci racconta quel che sta accadendo nel plesso di via Bologna dove, per la prima volta ed a causa dello sgombero della scuola del plesso di via Marzano, sono ospitate classi di scuola elementare. Che altro possiamo fare, noi della portella? Chiedere insistentemente l'intervento della Provincia (in questo caso il Comune non c'entrerebbe in quanto non proprietario dello stabile. Anche se c'è da discutere: anche se dell'edificio deve occuparsi la Provincia le classi della primaria sono competenza comunale) perché provveda a far funzionare la caldaia e far partire il riscaldamento. La vicepresidente dell'ente è la neritina Paola Mita e questa è veramente una situazione eccezionale. Per cui è necessario che si muova con solerzia.
NB: Abbiamo ricevuto un chiarimento per cui provvediamo a rettificare la notizia immediatamente. La scuola di via Bologna è di proprietà comunale. Lo stabile è stato concesso ad una scuola superiore (classi del Moccia) per cui alcuni oneri, come le forniture, sono passati alla Provincia. Ma ora che lo stabile è condiviso da classi di Superiore e classi di Primaria, divise tra il primo piano e il pianterreno, probabilmente anche il funzionamento della struttura comporterà la divisione degli oneri tra Provincia e Comune. La sostanza cambia di poco: che i costi vadano divisi oppure no la politica deve fare la sua parte e attivare i termosifoni. Ideale, dunque, appare la posizione della consigliera Mita, presente sia nel Consiglio comunale che in quello provinciale.
Sono la mamma di una bambina di 9 anni.
Da quest'anno la scuola di via Marzano è stata trasferita a via Bologna.
Purtroppo anche i nostri figli piccoli sono senza riscaldamento perché ci è stato detto che purtroppo avendo il riscaldamento in comunione con le superiori che si trovano allo stesso stabile.
La provincia non fa partire i riscaldamenti perché non ci sono i fondi.
Essendo piccoli chi dovrebbe scioperare, noi mamme? C'è gente che lavora e non può.
Che cosa si può fare?