NARDO' - Nel chiostro, alle 17, per scoprire come oggi è possibile fare agricoltura e produrre cibo sufficiente proteggendo la biodiversità, rispettando l'ambiente e la salute umana.
Le conoscenze tecnologiche e microbiologiche consentono sin da oggi di fare a meno della quasi totalità dei concimi chimici e fitofarmaci senza intaccare la redditività. E' solo necessario modificare i cliché culturali ed imparare a reinserirsi nei cicli naturali da cui stiamo drammaticamente uscendo. Fenomeni come il disseccamento degli ulivi, ma anche le epidemie che interessano di volta in volta colture diverse come kiwi, agrumi, castagne, nocciole ed altre, non sono catastrofi naturali ma sono il segno di gravi errori umani dettati dal perseguimento di facili guadagni.
La difesa da agenti patogeni non può essere vincente se non rispettando e incrementando le naturali difese immunitarie, così per il mondo vegetale come per quello animale. La fertilità non è un'invenzione dell'industria agrochimica ma è la condizione naturale, realizzatasi nel corso di milioni di anni, che ha permesso la vita sulla terra. Oggi noi paghiamo il costo di interventi agroindustriali universalmente diffusi che hanno pesantemente intaccato gli equilibri naturali. In particolare molte colture hanno visto ridursi le capacità di difesa naturale a causa dello stress produttivo artificialmente forzato mandando in crisi diversi settori agricoli. Finché è possibile è necessario assumere comportamenti agricoli che non solo rispettino le necessità alimentari ed economiche ma che restituiscono alla terra la sua naturale fertilità.
In questo ambito, nel Chiostro dei Carmelitani di corso Vittorio Emanuele, il dottor Domenico Prisa, esperto in biotecnologie agroindustriali vegetali e microbiche noto in tutto il mondo, sarà a disposizione di chi vorrà ascoltarlo per illustrare le grandi potenzialità dei microrganismi in agricoltura. Introdurrà il dottor Carlo De Michele, medico, che illustrerà i rapporti tra uso di fitofarmaci, pesticidi, diserbanti e la salute umana.