Nel mirino le forniture della raffineria. La guardia di finanza ha prelevato i campioni da centinaia di distributori per farli analizzare: pronta la class action per danneggiamento di massa. Ci scrive il presidente ARiCons, l'avvocato Giuseppe Lelio Adamo.
Si indaga sulle partite di gasolio sporco utilizzate da alcuni distributori dei territori di Lecce, Brindisi e Taranto, che hanno fatto finire in panne decine di automobilisti. La guardia di finanza di tutte e tre le province ha avviato controlli e prelievi nelle stazioni di servizio, segnalate dagli utenti danneggiati, e ha inviato i campioni al laboratorio del ministero dell'Economia di Bari, affinché chiarisca innanzitutto come è stato alterato il carburante.
Sarà questo il primo passo per capire se il gasolio taroccato sia tutto dello stesso tipo, e quindi il problema sia connesso a una fornitura sporca da parte di qualche raffineria, oppure se le responsabilità siano da attribuire ai singoli distributori, che potrebbero aver "allungato" il prodotto per aumentare i guadagni in un periodo caratterizzato da forte flusso di automobilisti, qual è stato quello natalizio.
Le prime segnalazioni sul gasolio sporco sono arrivate all’Associazione Risparmiatori e Consumatori di Lecce, che sta avviando le richieste di risarcimento dei danni al fine di tutelare gli automobilisti salentini.
La causa dei danni a centinaia di veicoli, a seguito di sommarie notizie, risalirebbe al fatto che nei giorni attorno a Natale si sarebbe verificato presso una raffineria di Taranto un problema di mixaggio per cui è stato fornito un prodotto altamente inidoneo alla carburazione.
Rispetto a tale eventualità, l'Eni ha chiarito: "Il gasolio spedito dalla raffineria di Taranto rispetta tutti i requisiti di qualità previsti, per cui si esclude categoricamente che le presunte anomalie possano essere imputabili alla raffineria. Sono tuttora in corso approfondimenti sulla catena di distribuzione a valle per accertare le cause dei disservizi subiti".
I controlli adesso procedono su più fronti. Da un lato quelli della multinazionale, dall'altro quelli della guardia di finanza e delle diverse Associazioni dei consumatori. Su 136 controlli in tutta la Puglia, 27 avevano rilevato stranezze, con il sequestro di 3.900 litri e la denuncia di 7 persone.
Tra le illegittimità contestate anche l'aver "allungato" benzina e gasolio con l'acqua. Un metodo che potrebbe essere stato utilizzato anche durante questo periodo natalizio, da titolari di pompe che hanno approfittato della gran ressa di automobilisti per guadagnare illecitamente.
Intanto, l’ARiCons ha anche costituito un Gruppo Facebook con lo scopo di fornire supporto agli automobilisti salentini, per condividere informazioni sugli impianti che erogano carburante “sporco” e per assistere quanti abbiano già subito danni alla propria autovettura.
L’Associazione ARiCons è a disposizione per fornire consulenza gratuita a seguito degli episodi verificatisi in questi ultimi giorni.
Per maggiori informazioni e per ricevere assistenza è possibile contattare il numero 0832.16.94.33.7 o inviare una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il gruppo è raggiungibile al seguente indirizzo: www.facebook.com/groups/2008294782793402/