NARDO' - Il progetto dei "mellonials", sostenuto da Michele Emiliano, è fantasioso e irrealizzabile come dicono gli "oppositori da tastiera" o è fattibile e risolutivo. E per la prima volta il termine "populista" viene ribaltato nei confronti di chi si oppone agli attuali amministratori, che del populismo fecero bandiera.
AVANTI SU SCARICO ZERO, OPPOSIZIONI DI NUOVO SMENTITE
Con atti e passi concreti prosegue il percorso di Scarico Zero, il progetto che risolverà una delle questioni ambientali più complesse della nostra città. Ogni giorno che passa emerge sempre più chiaramente la lungimiranza dell'amministrazione Mellone che coraggiosamente ha ribaltato una situazione quasi compromessa, che a causa della condotta sottomarina vedeva Nardò e tutto il territorio tristemente destinati a un futuro molto buio dal punto di vista ambientale. Questo progetto consente non solo di salvaguardare il nostro mare, ma anche di tutelare la risorsa acqua, di ripascere la falda e di annoverare la nostra città tra quelle capaci di utilizzare una soluzione tecnica moderna e virtuosa. La notizia della modifica del Piano di Tutela delle Acque da parte della giunta regionale aggiunge un altro importante tassello al progetto e allontana per sempre lo spauracchio della condotta e dello scarico a mare, totem dell'amministrazione Risi.
Atti e passi concreti dicevamo, mentre qualche sparuto nemico della città racconta balle colossali. Un po' per malafede, un po' per una clamorosa impreparazione sul tema.
Da Tarricone a Dell'Anna, dai terribili oppositori da tastiera al consigliere comunale Lorenzo Siciliano. Per esempio, quest'ultimo su Scarico Zero, ogni volta, riesce splendidamente a dare un nuovo, esemplare, saggio di quanto sia sprovveduto su tematiche che richiedono comunque una buona conoscenza della materia e uno studio dei profili tecnici. La sua tesi grottesca, non l'unica purtroppo, è quella che Comune di Nardò, Regione Puglia, Autorità Idrica Pugliese e Aqp siano maliziosamente d'accordo per far passare notizie utili ai presunti intenti propagandistici del sindaco Mellone. Una considerazione teatrale delle istituzioni, figlia di chissà quale cultura politica. Un atteggiamento paranoico che fa sorridere di fronte all'incalzante serie di atti amministrativi e concrete decisioni che questi soggetti istituzionali stanno adottando con serietà e responsabiità. Quindi, mentre lui racconta che il progetto è "fantasioso" e "irrealizzabile", la giunta Emiliano modifica il Piano di Tutela delle Acque cambiando il recapito finale dei depuratori di Nardò e Porto Cesareo. Oltre che risibile sul merito delle questioni, Siciliano è anche terribilmente sfortunato sulla tempistica delle prese di posizione.
Ma quello che conta è la cronaca amministrativa di queste ore, che conferma la bontà dell'operato del sindaco Mellone e della sua ammministrazione, dei tecnici del Comune e di quelle migliaia di cittadini che firmarono per il referendum popolare sulla condotta e che la vecchia amministrazione calpestò vergogonosamente. Questo risultati sono soprattutto per loro.
Augusto Greco
Capogruppo Giovani in Azione
Giuseppe Verardi
Giovani in Azione
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EX SCARICO A MARE - ELIMINATA LA CONDOTTA SOTTOMARINA E SEMPRE PIÙ VICINA LA SOLUZIONE SUL RIUSO DEI REFLUI
Merita senza dubbio un grosso plauso la bella pagina di collaborazione istituzionale che stanno scrivendo i Comuni di Nardò e Porto Cesareo, la Regione Puglia, Autorità idrica pugliese e Aqp sul progetto di riuso dei reflui depurati di Nardò e Porto Cesareo.
Merita un plauso la capacità del Sindaco Mellone di armonizzare le relazioni tra i tre enti, compromesse da rapporti tesissimi nei giorni del suo insediamento.
L'ultimo capitolo in ordine di tempo è stato l'avvenuta modifica del Piano di Tutela delle Acque da parte della giunta regionale. Un fatto che ha cancellato definitivamente la condotta sottomarina e ha conclamato la scelta del riuso dei reflui, previo trattamento depurativo al massimo livello consentito!
Una possibilità dalla portata storica per la città di Nardò e per tutto il territorio, per cui crediamo meriti un doveroso ringraziamento il presidente Michele Emiliano, che ha compreso e favorito la volontà dell'amministrazione comunale e di tutti i neretini di voltare pagina rispetto a soluzioni tecniche superate e dannose per l'ambiente. La modifica del Piano di Tutela delle Acque è la continuazione di un percorso che adesso si avvicina alla sua fase più concreta, cioè la effettiva attuazione del progetto di fattibilità già stilato da Aqp.
Un percors per il quale le parole d'ordine erano, rimangono e saranno "concretezza, responsabilità e difesa del territorio".
Parole che sono state il mantra dell'amministrazione, fin dai suoi primi passi, con l'ex Assessore Graziano De Tuglie, e che lo sono tutt'ora con l'attenzione e la responsabilità dell'Assessore Mino Natalizio.
Parole d'ordine che, purtroppo, non ritroviamo nel vocabolario dello sgangherato drappello che si oppone al progetto Scarico Zero.
Una opposizione, apparentemente incomprensibile, messa in atto da una fragorosa accolita di personaggi che parla e parla contro tutto ciò che di buono sta facendo l'amministrazione Mellone, ovvero contro il bene della città e contro l'interesse comune dei cittadini. Leggiamo posizioni sguaiate e farneticanti, del tutto discutibili dal punto di vista tecnico, che sono il misero e disperato tentativo di capitalizzare, prima o poi, un tornaconto di tipo politico-populista, in barba al destino dell'ambiente e dei cittadini.
Eppure si tratta di un progetto che migliorerà la gestione dei reflui degli agglomerati di Nardò e Porto Cesareo e tutto il contesto ambientale del territorio, un "progetto pilota", una prospettiva oggettiva che loro, e solo loro, osteggiano con pervicacia.
Fronte Democratico
Paolo Maccagnano