NARDO' - In memoria di Suor Geltrude, monaca benedettina.
Il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, è tornata al cielo suor Geltrude, monaca benedettina del monastero di San Giovanni Evangelista di Lecce. Una storia assolutamente non ordinaria, la sua: nata il 22 dicembre 1938 con il nome di Benita Manieri Lo Re, ha vissuto ininterrottamente nella clausura monastica sin dall’età di otto anni.
Nel 1946, infatti, dopo la prematura scomparsa della madre, volle essere affidata a una zia paterna, monaca nel monastero leccese, dove fu educata e istruita. Si consacrò con i voti solenni nel 1958, prendendo il nome da Santa Geltrude, accomunata a lei da un precocissimo avviamento alla vita monastica. Suor Geltrude ha rappresentato sempre, fino alla fine della propria vita terrena, un grande modello di fede, carità e mitezza per le sue consorelle e per chi, bussando alle porte del monastero, ha avuto modo di incontrarla.
Ha curato l’accoglienza di tutti coloro che si sono accostati alla grata di ingresso della clausura, con un tratto di umanità fedelmente ispirato alle virtù evangeliche. In passato, chi ha partecipato alle funzioni liturgiche nella chiesa del monastero, è stato aiutato nella preghiera dalla sua voce, fusa con quella delle consorelle nelle melodie gregoriane e dalla musica da lei eseguita all’organo. Religiosa di grande sensibilità, ha saputo mettere al servizio del prossimo la sua viva intelligenza e le sue straordinarie capacità di memoria, sapendo ascoltare con assoluta riservatezza e rispondendo a tutti con sobrietà e generosità.