NARDO' - Prendo spunto e condivido quanto inviato a Porta di Mare dall’Assessore alla Cultura Ettore Tollemeto che riprendo testualmente “ Attenzione, però, a non sentirsi appagati con le celebrazioni della Giornata della Memoria, perché occorrono esempi e insegnamenti quotidiani, in famiglia, a scuola, ovunque, per scongiurare gli spettri de Novecento”.
Sono convinto che il ricordo di quanto avvenuto in quei tristi anni della Seconda Guerra Mondiale debba essere costantemente tenuto presente e debba essere un momento di riflessione indirizzato soprattutto ai nostri giovani, cresciuti nell’ombra di internet e dei social network, che devono fare tesoro delle testimonianze lasciate dai nostri padri, dai loro nonni, di persone semplici che hanno vissuto pagine di storia drammatiche con grande sacrificio, orgoglio e dignità.
A queste care persone spetta il posto d’onore intorno al focolare della nostra famiglia: i loro valori sono sempre di più indispensabili per dare, ai nostri figli, forza e speranza per un futuro migliore.
Sono anni che soprattutto in questa occasione mi sento in dovere di ricordare il destino di oltre 600mila soldati italiani che come mio padre Nino Pagliula e come altri cittadini della nostra città furono Internati Militari Italiani ( IMI ) e subirono nei lager nazisti terribili e inumani maltrattamenti.
Nino Pagliula ha avuto nel 1913 dal Capo dello Stato la medaglia d’onore alla memoria, in memoria e come riconoscimento dei terribili anni vissuti in guerra.
Purtroppo le testimonianze degli Internati Militari Italiani svaniscono sempre di più nella memoria e gli anni 1943-1945 sembrano sempre più lontani dal presente, nonostante appartengono solo al secolo scorso. Questo periodo di storia sembra remoto e reso ancora più distante dai tanti avvenimenti che nel frattempo si sono succeduti.
Non si possono dimenticare quelle realtà allucinanti, estreme, piene di odio e rancori e non soffermarsi sullo sfruttamento di questi militari, resi schiavi e usati esclusivamente come forza lavoro per l’industria bellica tedesca. Pensiamo a quante vessazioni, ingiurie, umiliazioni, privazioni, minacce hanno segnato per sempre la vita di questi nostri militari che volevano solo servire la loro Patria e fare il loro dovere di soldati.
Ripeto anche quest’anno l’appello che da anni lancio ai nostri Amministratori e alla nostra Città.
Perché nell’archivio del Museo della Memoria e dell’Accoglienza della nostra Città non si inizi a creare una sezione che raccolga anche testimonianze e documenti dei nostri padri e nonni militari internati ?
Perché non si intitola almeno una strada in ricordo della storia di questi soldati ?
Questo appello è stato ripreso in occasione di importanti momenti di riflessione sulla storia dei nostri Internati Militari dal Liceo “ Galileo Galilei “ e dalla Università della Tre Età della nostra città.
Quello che si richiede è un gesto tangibile che dia un giusto riconoscimento allo “sfortunato valore “ di questi nostri soldati che ancora non hanno trovato un posto nella viva storia della nostra nazione.
Il loro esempio di coerenza e generosità ancora vivo e in mezzo a noi è quanto mai indispensabile per creare una coscienza d’animo e una riflessione indispensabile per tutti noi.
Pantaleone Pagliula