Cronaca

LETTERA A PDM - La fiction di stasera e una riflessione, spinta fino ai nostri giorni

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NARDO' - #renatafonte #sarparea #fiction #ipocrisia

Stasera l'intera città di Nardò si fermerà per guardare la fiction Mediaset dedicata a Renata Fonte ed al suo coraggioso sacrificio, da molti associato alla sua strenua battaglia politica in difesa di Portoselvaggio dalla speculazione edilizia.

Tanti anni dopo, quel sangue versato grida ancora vendetta. Vendetta verso quell'ipocrisia imperante in questa città e fra gli scranni della Giunta cittadina. Quell'ipocrisia che ha permesso al Comune di Nardò, o meglio alla Giunta Mellone, di deliberare la lottizzazione della Sarparea, il bosco di ulivi millenari più antico del Salento.
Le verdi chiome ed il mare cristallino di Portoselvaggio, quello di Renata, sono a due passi dal bosco della Sarparea.
Solo pochi sparuti ambientalisti cittadini si ergono ancora contro le politiche distruttive della Giunta Mellone: il 4 aprile ci sarà infatti la prima udienza di merito al TAR di Lecce. Vedremo allora se la ragione che gridiamo da tempo, contro un'intera città, verrà accolta.
Personalmente ho preso insulti e minacce da cittadini neretini e non solo. Il mio attivismo per difendere la Sarparea ed il territorio dal consumo del suolo era ed è sempre condito da attacchi più o meno cafoni, più o meno volgari, più o meno aggressivi. Nel mio volantinare e raccogliere fondi per impedire la lottizzazione prima, per il ricorso al TAR poi, ho trovato tuttavia un unico comune denominatore: l'ipocrisia.
Sono quindi giunto alla conclusione che questa città NON MERITA RENATA. Non merita  IL SUO SACRIFICIO.
Il Comitato Salviamo la Sarparea ed i singoli ambientalisti, quelli VERI e non politicizzati, continuano a sostituirsi alle istituzioni locali nella tutela del paesaggio e del territorio.
Pippi Mellone, sindaco fascista di Nardò - come lui stesso dichiarò a Telerama - invece, si riempie la bocca parlando di Renata Fonte, intitolandole la sala consiliare cittadina, permettendo poi e difendendo con gli atti la speculazione edilizia in un uliveto millenario. La memoria di Renata non l'avrebbe meritato.
Questa sera, quando guarderete la fiction, davanti alle vostre tv e al sicuro nelle vostre case, fatevi un esame di coscienza.
Capirete, forse, che prima o poi sarete consumati dalla vostra stessa ipocrisia.

GRAZIE, RENATA
Matteo Vallone