Cronaca

DA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE! Il dramma di un ipotetico viaggiatore. Se ce ne sono ancora. Anche se volesse partire da Nardò

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FERROVIE SUD-EST: MONETA FALSA E RUBERIE VERE
L’incredibile scandalo di un’Azienda decotta
Si muova l’Amministrazione di Nardò per difendere i suoi viaggiatori

Parola di ex pendolare delle Ferrovie del Sud-Est (ho lavorato a Lecce), parola di chi vorrebbe usare i mezzi pubblici e non riesce a farlo, parola disperata di studenti e operai che faticano al solo spostarsi da Nardò e non solo. Tutto vero, nero su bianco e non ci s’inventa le notizie, giusto per fare clamore. Riassunto: le Ferrovie del Sud-Est restano al palo, sempre di male in peggio con gli utenti che scappano via. Considerata la qualità dei servizi, la loro scelta è pienamente giustificata.

Nel tempo, il servizio Sud-Est è diventato residuale (persa per strada oltre l’80% dell’utenza) e forse proprio su questo i malversatori hanno potuto sempre contare. E nessuno, se non i soli viaggiatori, vedevano lo scandalo di tanta sciagurata gestione. In questo contesto, la banda del commissario governativo Luigi Fiorillo e dei suoi sodali ha potuto imperversare creando una voragine nei conti di oltre 230 milioni.

L’accusa di bancarotta fraudolenta da parte dei PM di Bari non ha lasciato scampo alle sue responsabilità: incarichi a prezzi fuori mercato (leggi: tangenti); contratti senza gare, falsificazione di bilanci. Basta e avanza per parlare di corruttela.

Le Ferrovie del Sud-Est, o dello scandalo, società interamente partecipata del Ministero dei Trasporti, concessionaria per la Regione Puglia del servizio ferroviario e da un paio d’anni acquistata dalle Ferrovie dello Stato, richiedono però una sola e semplice domanda: chi doveva controllare l’operato di Luigi Fiorillo? Tutto succedeva mentre non si riusciva a viaggiare decentemente, si avevano carrozze luride e malsicure, acquistate di seconda e forse terza mano a prezzi sempre ritenuti scandalosi. Facile la risposta e chiare le responsabilità. Non controllava nessuno e s’immagina un Fiorillo ben protetto se poteva permettersi con la sua corte di pasteggiare a vino, all’incredibile costo di euro 2.600 (duemilaseicento!) a bottiglia. Ancora, nero su bianco (ricevuta del ristoratore).

Questa storia potrebbe essere consegnata all’oblìo e, tutto sommato, ritenerla inattuale per quel vasto mondo che utilizza soltanto l’auto e non è mai entrato in una di quelle carrozze simil-bestiame delle Ferrovie del Sud-Est , sempre troppo calde o troppo fredde, a secondo della stagione. Nel frattempo la corruzione avanzava senza freni, fermata soltanto dai giudici e non dalla politica che evidentemente guardava da un’altra parte e lasciava fare . Alla fine, a farne le spese, il semplice utente, a cominciare da Nardò o della Puglia intera, che nel tempo ha protestato, raccolto firme, per servizi-bus e corse in treno semplicemente scandalosi. E poi, stremati, costretti ad abbandonare quel servizio e dimenticarsene. Cancellato e non più utilizzato. Peccato.

Quando avrete una mezz’oretta di tempo libero fate un giro (fatelo per missione!) presso le due stazioni ferroviarie di Nardò, quella denominata “Città” e l’altra “Centrale”, sulla via per Galatone. Quest’ultima, poi, abbandonata a sé stessa e raggiungibile soltanto con barca ove capitasse di piovere. La cosa pare non interessare nessuno. L’atmosfera è deprimente, con locali in cattive condizioni e personale sacrificato, che fa bene il suo lavoro ma che tra una stazione e l’altra non arriva alle dita di una sola mano. La stessa fotografia da cinquant’anni a questa parte. Eppoi, ad allarmare ancor più, tra le tante carenze, la constatazione di passaggi a livello con sbarre alzate al passaggio del treno (non pochi i casi in provincia di Lecce), segno evidente che è saltata persino la gestione ordinaria. Che succede?
Che le Ferrovie hanno deciso di chiudere le stazioni. Senza personale, a quel punto, è come dire: chi farà da sé farà per tre. Ed ora tutta l’attenzione possibile, poiché siamo al divertimento puro, se non fosse che “quel” treno a taluni ancora serve.

Cominciamo dalla necessità di munirsi del biglietto o come pomposamente viene scritto, del “titolo di viaggio”. D’accordo, ma dove prenderlo? Si dirà: in Stazione! Non è così. La stessa (è il caso di Nardò “Città”) è chiusa per buona parte del giorno (altra disposizione) e volendo prendere il biglietto bisognerà rivolgersi al bar situato nei pressi (è scritto in Stazione a caratteri cubitali). Ma non sempre è possibile, nel senso che potrà essere comprato soltanto quando il bar è aperto.

E cosa succede quando il bar è chiuso, per turno, assenza, malattia, ferie e così via? Non si può certo andare a casa del titolare e scomodarlo. E’ il viaggiatore che deve arrangiarsi e saper prevedere ogni suo spostamento. E, pertanto, gli sarà impedito viaggiare tutte le volte che il bar è chiuso. Altra stranezza (da ridicolizzare): in passato il viaggiatore poteva comprare anche dalla stessa stazione o da qualche edicola più biglietti (pardon, titoli di viaggio) da usare all’occorrenza. Esempio: da Lecce a Nardò o viceversa, da Nardò a Casarano e viceversa o raggiungendo ogni altra località pugliese, sapendo che potevano servirgli nei giorni a seguire. Insomma, aveva il biglietto a portata di mano prima di mettersi in viaggio.

Oggi non è più così! Il biglietto si compra uno alla volta per la località di destinazione dove è stampigliata la data di partenza. Ma cosa succede se per un qualche motivo non è possibile partire e dover rimandare il viaggio? Che il viaggiatore deve recarsi in stazione o in edicola e farselo validare, con la verifica della tratta scelta e la stampigliatura della nuova data del viaggio, altrimenti il biglietto risulterà nullo. Volendolo poi utilizzare, dovrà farlo entro la mezzanotte che precede la data del viaggio! Pena, sempre, la nullità del biglietto. SI invitano le Ferrovie Sud-Est a cancellare questa ridicola procedura.

Tutta questa baraonda –hanno fatto capire quelli della Sud-Est- servirebbe a colpire i furbi che viaggiano senza biglietto. E allora argomentano il tutto con questo strampalato ragionamento: “Poiché non c’è personale sufficiente e mancano anche i controllori a garantire il servizio (in pratica, Ferrovie allo stremo, e allora, cosa ci stanno a fare?), il “tale viaggiatore”, con un semplice biglietto, sempre lo stesso, potrebbe viaggiare all’infinito, senza temere controlli di sorta”. Credetemi, sempre sulla parola, bisogna arrendersi di fronte a tanta dabbenaggine. Un’idiozia simile è difficile soltanto immaginarla.

LUIGI NANNI