NARDO' - La studentessa Marta Nicolosi ha svolto questa attività tra i suoi coetanei. Ecco quel che ne è venuto fuori. Ma non bisogna meravigliarsi molto ed è necessario farsi una domanda: chiunque, nell'età giovanile, ha un bagaglio culturale tale da sapere quali sono i pilastri del vivere civile? Inoltre: possibile che con l'accesso facile e immediato alle nozioni (non esistono più le enciclopedie ma basta un click per accedere a database sconfinati di informazioni) i ragazzi siano così poco informati? La ricetta che ci sentiamo di consigliare è sempre la stessa: leggete libri e giornali, studiate, siate sempre molto curiosi. E non dimenticate di mettere costantemente alla prova nonni, zii, genitori con domande e interrogativi. Farà bene anche a loro.
DI MARTA NICOLOSI
“Cosa si festeggia il 25 aprile?” In occasione dell’anniversario della Liberazione ho chiesto a giovani ragazzi neretini cosa si festeggiasse in questo giorno particolare.
Su una cinquantina di persone fermate, soltanto tre, forse quattro, quelle che sono state in grado di rispondermi.
Tutti gli altri?
C’è stato chi azzardava qualche risposta, chi si vergognava di rispondere o addirittura chi affermava: “aspettavo di studiarlo per capirci di più”.
Ma è possibile che giovani dai 14 ai 18 anni non conoscano nemmeno le basi sulle quali si fonda la nostra società? Il mio compito, da giovane studentessa italiana, è stato quello di evitare inutili imbarazzi e ricordare loro cosa significa festeggiare il 25 aprile. Dopo questo mio breve sondaggio ho subito pensato quanto sia assurdo che la scuola, casa della cultura, non insegni a queste giovani menti lo spirito critico e le basi per conoscere lo Stato nel quale vivono.
A chiunque leggerà questo breve post ricordo cosa significa 25 aprile: Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, esortò il popolo italiano ad assaltare i presidi nazifascisti del Nord e imporre la resa ancora prima dell'arrivo delle forze alleate al grido di "arrendersi o perire".
In quei giorni poi, il CLNAI emanò alcuni decreti legislativi condannando a morte Benito Mussolini e tutti i gerarchi fascisti.
Entro il primo maggio tutte le principali città dell’Italia settentrionale furono liberate. La data del 25 aprile è stata scelta come simbolo della lotta armata della Resistenza partigiana e l'effettiva presa del potere da parte dei suoi rappresentanti che condurrà prima al referendum del 2 giugno 1946, per la scelta fra monarchia e repubblica, poi alla nascita della Repubblica Italiana, fino alla stesura della Costituzione.
Concludendo, il mio invito va a tutti coloro che sentono nel loro bagaglio culturale lacune di tal genere: Aprite le vostre menti, studiate la storia e non perché vi viene imposta, ma per conoscerla, per riflettere, per imparare dal passato e per diventare cittadini consapevoli, fieri di essere italiani e soprattutto figli della Resistenza.