NARDO' - Il maestro Egidio era un artista completo. E' andato via da poco, per realizzare i suoi racconti pittorici in paradiso. In occasione delle ricorrenze più importanti ci regalava l'immagine di una sua opera, un ricordo della sua città nel tempo che fu. Qualcuno - gli sia dato merito - sta continuando quell'opera. Ecco le parole e la riproduzione.

Sig. Direttore di Portadimare.
Sino alla metà degli anni sessanta dello scorso secolo, il primo di maggio a Nardò si festeggiava un'antica usanza "LU PUMU TI MASCIU" .
La mattina del primo di maggio, i bambini si attrezzavano di un vassoio (QUANTIERA) colmo di frutta secca (fichi secchi, mandorle, noci, fave e ceci abbrustoliti) e frutta di stagione, come pisellini verdi, fave verdi (UNGULI) carciofini, nespole etc.
Questi ragazzini, con in mano la QUANTIERA ben assortita, si riunivano a gruppetti e giravano per le vie cittadine, fermandosi presso le abitazioni di conoscenti e di parenti.
Si presentavano nelle case recitando: BONGIORNU, LU PUMU DI MASCIU e solitamente si sentivano rispondere : TRASITI, TRASITI BEDDHI PICCINNI, SSITTATIBBHE E SPITTATI NU PICCA. Intanto i padroni di casa si allontanavano per entrare in un'altra stanza per poi tornare con dei regalini come dolcetti, tarallini (TARADDHI) qualche biscotto (PASTARELLA) e raramente i più fortunati ricevevano anche qualche monetina da cinque o dieci Lire.
Il tutto veniva posto nella QUANTIERA che, a giro concluso, diventava sempre più ricca ed assortita.
Il nostro compianto EGIDIO PRESICCE, maestro d'arte, cultore e ricercatore di antiche usanze e tradizioni neretine, col suo estro artistico, ha voluto immortalare con un dipinto, una scena da lui immaginata, del PUMU TI MASCIU che, col permesso della sua famiglia, allego alla presente.
Questa antica usanza, prettamente neretina, oggi è scomparsa del tutto e tra i giovani attuali è quasi completamente sconosciuta.
Cordialmente. Salvatore Calabrese