NARDO' - Numeri drammatici venuti fuori da un convegno. Si confermano i timori di Giampiero Dantoni e delle associazioni che firmarono un esposto alla procura.

Il convegno “L’Acqua un bene dell’Umanità” iniziativa promossa del Gruppo Speleologico Neretino con il patrocinio dell’Amm.ne Comunale, la Società Speleologica Italiana e la Federazione Speleologica Pugliese ha suscitato interesse vista la partecipazione di pubblico.
L’azione di sensibilizzazione, visto il problema che riveste la falda da cui principalmente il Salento ne trae beneficio, è da tempo minacciata, per l’emungimento indiscriminato e dallo scarico di acque non opportunamente depurate che attraverso le voragini naturali, individuate come recettori finali, vanno a compromettere irrimediabilmente questo bene prezioso.
Il G.S.N. non è nuovo a questo tipo di iniziative e va sottolineato che la situazione della falda purtroppo risulta essere sempre più preoccupante visto che negli anni nulla è cambiato; a testimonianza di ciò sono le analisi batteriologiche che il Gruppo Speleologico Neretino ha effettuato pochi giorni prima del convegno e rese note per l’occasione e confrontate con le precedenti effettuate nel 2008.
L’acqua che per poter essere potabile deve rispettare dei rigorosi parametri chimico-fisici e deve tra le altre apparire incolore inodore ed insapore; dalle analisi effettuare risulta essere di tutt’altra tendenza. Per gentile concessione si è prelevato da un pozzo un campione d’acqua distante in linea d’aria circa 2 kilometri e 700 metri dalla voragine delle Colucce e veniva classificata dalle analisi non potabile, con parametri d’inquinamento solo riferiti a: coliformi totali 10 colonie/100ml, mentre un campione d’acqua prelevato ed analizzati in un punto in particolare del Torrente Asso il parametro risultava essere: coliformi totali 15000 colonie/100ml quindi non ci vuole grande fantasia a capire la situazione considerando che in falda non finiscono solo coliformi e streptococchi.
L’intervento del prof. Paolo Sansò, geologo dell’Università del Salento nel suo intervento sul “Il miracolo dell’acqua nel Salento tra passato, presente e futuro” ha fatto comprendere, ai presenti, in modo chiaro ed esplicito come la nostra terra era legata alle tradizioni ed al culto dell’acqua. Un culto che si rende quanto mai necessario rivangare: la dott.ssa Francesca Lagna, geologa e socia del Gruppo Speleologico Neretino ha evidenziato una necessaria protezione idrogeologica.
Infine l’ing. Barbara Valenzano, direttore del Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche, Ecologia e Paesaggio della Regione Puglia ha sottolineato che nelle remore del “Progetto scarico zero”, alla base di ogni utilizzo ottimale delle acque reflue ci deve essere un controllo accurato da parte degli organismi preposti ed, aggiungiamo, da un incisivo intervento magistratura.