Cronaca

A che punto è la vendita della farmacia comunale? E tutte le novità sul destino del gerontocomio

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NARDO' - Nella struttura abbandonata da sempre nella zona 167 c'è un progetto: cederla a privati, vincolandone l'uso per consentire la riqualificazione. 

Sviluppi importanti sulle due questioni che riguardano la vendita della farmacia comunale e del gerontocomio. Il Comune potrebbe non fare più cassa ma garantirsi opere pubbliche per i prossimi anni. Per la farmacia va detto che la Giunta ha proceduto con la pubblicazione (il 18 giugno) del terzo esperimento di vendita, abbassando ancora il prezzo del dieci per cento. Oggi, per acquistare la quota pubblica in possesso del Comune, la Nardofarma Srl pari al 51 per cento, basteranno 644.436 mila euro rispetto al valore stimato in origine da un perito, pari a 795.600 mila euro. A maggio c’era già stato un potenziale acquirente: la EdilMiglietta di Trepuzzi che offrì 690mila euro. Oggi, se ci riprovassero, risparmierebbero pure.
Diverso il discorso per il gerontocomio. L’Amministrazione ha pubblicato il secondo esperimento di asta pubblica ponendo a base il prezzo di un milione e 620mila euro per l’alienazione o la valorizzazione dell’immobile denominato “ex gerontocomio”. La commissione di gara è composta da Gabriele Falco (presidente), Adriana Muci, Ciro Lamanuzzi, Palmina Cavallo. Sempre a maggio l’impresa De Nuzzo costruzioni di Casarano ha proposto di acquistare quei 29mila metri quadrati per un milione e 300mila euro. Un importo ancora lontano da quello che l’Amministrazione vorrebbe realizzare.
Ma ora una nuova ipotesi è allo studio nelle stanze del palazzo, se anche in questo secondo esperimento non si trovasse un acquirente. Una sorta di “mutuo soccorso” tra pubblico e privato.
Questa l’architettura di un potenziale accordo: il privato accenderebbe una fidejussione a favore del Comune del valore dell’importo di vendita del lotto. Nel corso di un arco temporale, almeno un triennio, l’impresa realizzerebbe, “on demand” e per conto del Comune, opere pubbliche nella città e nelle marine. L’Amministrazione comunale, insomma, potrebbe trovarsi a propria disposizione un “bouquet” di opere da realizzare. Pensiamo al “parco dell’Incoronata” (valore stimato circa 400mila euro) o al recupero del diurno, con annesso parco giochi, in corso Galliano. O alla piscina. Persino ad un nuovo palasport. Opere che il Comune realizzerebbe a costo zero, o meglio cedendo l’immobile mai entrato in funzione e abbandonato da oltre trent’anni sulla via del mare.
Non solo questa la ricaduta sulla popolazione: l’ex gerontocomio potrebbe diventare, ad esempio, una struttura sanitaria, mantenendo la sua finalità, ma ovviamente diventando proprietà privata. Avrebbe posti letto per anziani, come nella vocazione originaria, ma anche servizi per famiglie. Ad esempio potrebbero esserci posti di ginecologia, pediatria, geriatria. Si parla anche di un punto nascita ma, ovviamente, tutto sarà da valutare e verificare.
Il tutto nel cuore della città “giovane” e in espansione, la zona 167. Infine, ultimo aspetto non trascurabile: darebbe molti posti di lavoro a personale neritino qualificato in ambito sanitario. Si pensa ad una trentina unità lavorative. In questi giorni lo staff vicino al sindaco Mellone sta lavorando su questa idea che potrebbe dare buoni frutti.