SAN CESARIO - “Questa è una rapina a mano armata, dateci tutte le collane” e poi il colpo in aria, con una scacciacani. E’ questa l’agghiacciante sequenza della rapina che ieri, alle 17:30 del pomeriggio, si è consumata all’interno della Chiesa di Sant’Elia, a San Cesario di Lecce.
Un’anziana signora, classe ’34, riunita in preghiera con altre donne, intente ad eseguire dei canti liturgici, immobile, un forte strattone al collo e la collana le viene strappata di dosso. Poi la fuga, favorita dalla incredulità e dallo sgomento delle altre fedeli, ed i due rapinatori scompaiono nel nulla, nessun indizio sul mezzo né sulla via di fuga, a parte uno: la perfetta descrizione delle sembianze e dei vestiti di uno dei rapinatori.
I carabinieri, da abili conoscitori del proprio territorio, erano già sulle tracce di un adolescente, fortemente sospettato del misfatto. L’hanno fatto accompagnare in caserma, accompagnato dai propri genitori, quando l’ascolto di diverse testimonianze era già in corso.
Ed è proprio qui la chiave risolutiva: il comandante di Stazione, Maresciallo A.s. UPS Gianfranco D’Amico, era già riuscito, a caldo, ad ottenere la descrizione minuziosa dei due rapinatori, tant’è che una delle testimoni ne ha riconosciuto uno proprio nel giovane ragazzo fatto accompagnare in caserma.
M.A., 17 anni, è stato così denunciato a piede libero su disposizione del magistrato di turno presso il Tribunale per i minorenni, Dott.ssa Carbonara.