Sean Parker, uno dei primi investitori di un importante social network, ha dichiarato che “il social sfrutta le vulnerabilità psicologiche umane” alimentando paura e ansia di restare esclusi dal flusso inarrestabile di notizie, vere o false che siano. Tesi avvalorata scientificamente da un ex manager, Chamath Palihapitiya che ha spiegato come “i cicli di feedback a breve termine che abbiamo creato, guidati dalla dopamina, stanno distruggendo il modo in cui la società funziona. Nel sistema di interazioni online basato su cuori, like e pollici all’insù, non c’è nessun discorso civile, nessuna cooperazione ma disinformazione e menzogna”.