NARDO' - Come mettere in gicocchio il turismo in una vasta zona della città? Basta poco, basta che non ci sia l'acqua per fal lavare i villeggianti. Che protestano. Attendiamo anche una ferma presa di posizione dell'Amministrazione comunale, se non è chiedere troppo e se non toglie facili consensi.
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Se a Torre Lapillo ci si lava, a Boncore si resta sporchi. E il turismo finisce in ginocchio. La conduttura dell’acquedotto non conosce campanili e confini amministrativi: la richiesta di fornitura idrica, evidentemente eccessiva per le condutture esistenti, comporta che una delle due località, in questi giorni, debba rimanere a secco.
Ma soprattutto i villeggianti, che nella località neritina sono già diverse centinaia (il villaggio conta, ormai, circa 1500 cosiddetti “posti letto”), appena arrivati per la villeggiatura si sono trovati senza la possibilità di lavarsi. Così è partita la grandinata di telefonate all’Aqp per protestare. Ieri soltanto sono state effettuate diverse decine di chiamate di protesta. Che cosa lamentano i villeggianti? L’assenza totale di acqua dai rubinetti dalle 19 alle 21,30 circa.
Ieri l'altro persino l’assenza di acqua dalle prime ore del mattino. Un problema che si manifesta da un paio d’anni a questa parte quando a Torre Lapillo sono state attivate circa 500 nuove utenze che avrebbero “prosciugato” l’acqua trasportata nelle condutture a scapito del Boncore. I turisti avvisano che non è possibile lasciare le famiglie senz’acqua e che monteranno una protesta formale contro Aqp se il problema (come promesso telefonicamente dai funzionari dall’Acquedotto) non verrà risolto in 24/48 ore.
Negli anni passati, in effetti, venivano aperti “miracolosi” rubinetti o saracinesche del serbatoio in contrada “Zanzara” e tutto si risolveva. Ma le persone non comprendono perché si debba sollecitare ogni anno un intervento. Per completezza va detto che il 7 settembre 2016 venne inaugurata dal Michele Emiliano la nuova condotta da 40 milioni di euro e lunga 38 chilometri per collegare il serbatoio di San Paolo (Salice) a Seclì. Servendo, così, con 1400 litri al secondo, tutta l’area costiera ionica. Nel maggio 2015, inoltre, era stato completato il primo stralcio funzionale dell’opera che consentiva l’avvio dell’esercizio di 12 chilometri di condotta.