Arrivano tre milioni di euro per i comuni della provincia di Lecce. Serviranno per indagini nel sottosuolo di vecchie discariche, ex impianti d’incenerimento e vore. Ovviamente quella neritina di Castellino, vero problema ecologico, non c'è.
Bisogna ricordare, infatti, che si tratta di un impianto privato e il piano di caratterizzazione è già in atto. Anche se Nardò resta in attesa di sapere chi, come e quando si interverrà per la definitiva messa in sicurezza della zona con la successiva post-gestione ela nascita, in quel luogo, di un bosco.
Con provvedimento dirigenziale a firma del dirigente del dipartimento Mobilità, Qualità urbana, Opere pubbliche, Ecologia e paesaggio, sezione ciclo rifiuti e bonifiche, infatti, la Regione Puglia ha approvato la graduatoria dei comuni ammessi al finanziamento per la cosiddetta “caratterizzazione di siti potenzialmente contaminati”, ossia per verificare eventuali rischi d’inquinamento.
Si tratta di aree ormai ricoperte dal terriccio che però nel secolo scorso sono state adibite a discariche di rifiuti solidi urbani oppure, come per quanto concerne i finanziamenti concessi ai comuni di Lecce e Maglie, di zone che hanno ospitato inceneritori di rifiuti o, infine, come a Poggiardo, di vore naturali dove i rifiuti sono stati sversati abusivamente.
Rifiuti conferiti fino alla fine degli anni ‘80 in questo tipo di discariche. Nel caso, comunque, le indagini del sottosuolo dovessero far emergere potenziali rischi d’inquinamento, con particolare riguardo all’immissione di percolato nella falda acquifera, pertanto, i comuni coinvolti dovrebbero adoperarsi per predisporre un ulteriore progetto per la bonifica delle aree coinvolte e, conseguentemente, richiedere un apposito finanziamento sempre alla Regione.
Di seguito i comuni ammessi agli interventi: Patù, località “Uschia Pagliare”, ex discarica (punteggio del progetto 72), 210mila euro; Uggiano La Chiesa, località “Li Peschi”, ex discarica (66), 145mila e località “Bannina”, ex discarica (64), 155mila; Sogliano Cavour, località “Caraccio”, ex discarica (66), 160 mila; Lecce, località “Saspi“, ex impianto d’incenerimento (62), 441.960,97; Maglie, strada vicinale San Isidoro, ex impianto di incenerimento (61), 207.299,91; Poggiardo, località “Ta - gliate”, ex discarica (61), 185mila e via comunale Turri, vora utilizzata come discarica abusiva (58), 107mila; Santa Cesarea Terme, contrada “Masseria Alpigiana”, ex discarica, (58), 220mila e contrada “Malepasso“, ex discarica (54), 220mila; Melendugno, località masseria “Zappi”, ex discarica (58), 161.543,60; Ca - strì di Lecce, contrada “Puzzi te fore”, ex discarica (56), 285mila; Martano, località “Specchia dei Mori”, ex discarica (54), 185 mila; Gallipoli, località Madonna delle Grazie, ex discarica (48), 317mila.