Cronaca

Non è che il social fa male e che sui social molti sono imbecilli. E' che il social riflette la maggioranza del Paese. Che non sta bene

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PDM - Buona domenica. Questo breve testo è tratto dalla Rete, da una bacheca personale. "Rubiamo", come si dice.

Oggi sono successe due cose. Al supermercato dove vado di solito mi odiano, perché spesso chiedo di cambiarmi i soldi per poter dare delle monete al ragazzo (adorabile) che è lì fuori e che aiuta con i carrelli e con la spesa. Oggi ho scoperto con piacere di non essere l'unica. Il vecchietto prima di me alla cassa, ha aspettato che la cassiera finisse di battere la mia spesa per poter aprire la cassa e cambiargli le banconote in monete da dare a Marco. Il ragazzo, si chiama Marco. Dopo aver parlato millemila volte, oggi ci siamo presentati.

E per la prima volta, in tutte le millemila che abbiamo parlato, balbettava. Ho pensato che gli sia parso strano che qualcuno gli chiedesse una cosa così banale. Mi è rimasto impresso, perché ho pensato a come i migranti siano diventati una categoria che non è più persone, individui che noi incontriamo, con cui ci relazioniamo quotidianamente, sono diventati una entità indistinta, dimenticando che siamo umani, che le relazioni sociali sono il modo in cui il nostro pianeta sopravvive. Che le migrazioni sono il modo in cui la razza umana si è garantito un po' di centinaia di migliaia di anni di esistenza. Che forse, se ci rilassiamo e smettiamo di vedere il resto del mondo come nemici, viviamo tutti un pochetto meglio.