NARDO' - Cronache marziane: sul «pianeta rosso» esiste un cratere ribattezzato «Nardò» ed è un mistero sul perché l’Unione astronomica internazionale abbia effettuato una scelta così singolare, nei lontani anni Settanta.
LA GRANDISSIMA IMMAGINE:
Martian_impact_crater_Nardo_based_on_day_THEMIS.png10.52 MB
IL LINK CON LE MOTIVAZIONI: https://planetarynames.wr.usgs.gov/Feature/4153
Il cratere «neritino» non ha nulla a che fare con le buche che si possono ammirare in città perché ha un diametro di circa 26 chilometri e si trova nel quadrante MC19 «Margaritifer sinus».
Nella lista dei crateri di impatto presenti sulla superficie del pianeta che prende il nome dal dio romano della guerra, la cui nomenclatura è regolata dall’Unione astronomica internazionale, troviamo Nardò con accanto la descrizione Città dell’Italia e il diametro del cratere dedicato che è di 26,6 chilometri. I criteri ufficialmente riconosciuti dalla Iau per la denominazione dei crateri di Marte, si basano sui seguenti parametri: quelli con diametro maggiore di 60 chilometri portano il nome di scienziati, scrittori, o di uomini che comunque hanno legato il proprio nome a Marte. Quelli invece con diametro inferiore a città del mondo.
Di italiane ci sono solo le storiche Ercolano e Pompei, Novara, Crotone, Sarno, la siciliana Gratteri, e la piemontese Locana, centri di poco più di mille abitanti.
Come ci è finito, lassù, il nome salentino? Mistero spaziale. La data di approvazione della denominazione da parte dell’ente spaziale è il 1976 ma il cratere è noto alla National Geographic sin dal 1970. Le uniche ipotesi plausibili sono: che qualche italiano abbia lavorato per un progetto spaziale, proprio in quegli anni; che l’immagine satellitare della pista circolare della Fiat-Sasn (oggi Porsche), allora appena realizzata, abbia ispirato la similitudine con il cratere; che la città salentina si trovi alle stesse latitudini del cratere marziano.
Sarebbe interessante scoprire chi e perché abbia onorato Nardò con questa dedica. Resta l'idea di una città dalle potenzialità “extraterrestri”.