Cronaca

Convinto di essere il figlio di Totò Riina a causa di una psicosi indotta da droga e alcol

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NARDO' - Picchiava madre e nonni. Col martello in casa per distruggere tutto, anche i muri.

In casa si sarebbe spacciato per il figlio di Totò Riina e sempre tra le mura di casa picchiava la madre e i nonni.

Un 27enne di Nardò, è stato accompagnato in una struttura psichiatrica residenziale così come disposto dal gip Michele Toriello sulla scorta di una richiesta inoltrata dal pubblico
ministero Stefania Mininni. Le denunce delle persone offese, assistite dall’avvocato Mauro Marzano, hanno messo in moto gli accertamenti nel mese di maggio. Madre e nonni, ormai esausti, hanno ricostruito gli episodi di violenza tra le mura domestiche. Il giovane avrebbe costretto la madre e i nonni con cui viveva a farsi consegnare somme di denaro per acquistare droga. In caso contrario si sarebbe sfogato sugli arredi di casa e sui familiari che enivano strattonati, picchiati, e minacciati di morte con un coltello. Gli
episodi di violenza si sarebbero consumati anche nelle ore notturne.

Il giovane avrebbe urlato in più occasioni, sferrando ripetute martellate alle infrastrutture dell’abitazione tanto da costringere i nonni ad intervenire in soccorso della figlia e a trasferirsi nella casa di campagna quando ormai la convivenza era divenuta impossibile. Ultimamente, poi, il ragazzo riferiva di essere “Andrea Riina” figlio del noto boss siciliano. Un quadro estremamente complesso su cui è stato interpellato anche lo psichiatra Domenico Suma per accertare se il giovane fosse capace di intendere e di volere. La relazione depositata ha evidenziato come il giovane fosse affetto da una «psicosi indotta da sostanze alcolici e stupefacenti ».

L’intero materiale probatorio acquisito dai carabinieri della stazione di Nardò è stato confezionato dal magistrato in una richiesta di applicazione di una misura di sicurezza accolta dal gip. Il giovane è assistito dall’avvocato Gianpiero Geusa.