Cronaca

*FOTO ESCLUSIVE* - Ecco le tombe in via Carmeliti. Portate via tante ossa

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NARDO' - Il centro storico non smette di riservare sorprese. La stratificazione delle diverse epoche - appena fuori da piazza Salandra - sarebbe evidentissima. Dalla piazza e fino a porta San Paolo, l'Osanna (dove c'era il foro boario), parrebbe sia stata, in passato, aperta campagna. Con conseguente utilizzo dei terreni per centinaia di sepolture. C'è ancora davvero "tanta" Nardò da scoprire.  

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Le maestranze al lavoro per realizzare sottoservizi e basolato in via Carmeliti, hanno interrotto le attività non appena scoperti, a pochi centimetri dal vecchio piano stradale, alcuni manufatti. Oggetti e ossa umane (che sono state portate subito via) non lascerebbero spazio a dubbi di sorta: si tratta di antiche sepolture, forse di epoca medievale. Ma potrebbero anche essere più vicine nel tempo, risalenti fino al periodo napoleonico, quando venne fatto divieto di seppellire i defunti nelle città. Oppure entrambe le ipotesi potranno essere prese in considerazione.

Gli esperti che hanno visionato la zona, infatti, ritengono che in quel punto ci possa essere una stratificazione di epoche diverse. Una zona di indubbio interesse, in ogni caso, con ritrovamenti che fanno il paio con centinaia di sepolture ritrovate a pochissima distanza, in occasione dei lavori di scavo in piazza Sant’Antonio dove, del resto, si trovava in passato un ghetto ebraico e una zona ospedaliera. Ma anche con l’area di San Domenico dove, in occasione dei lavori nell’Istituto d’Arte, vennero fuori centinaia di scheletri.

La scoperta ancora più curiosa venne effettuata solo qualche anno fa: il grande e perfettamente conservato scheletro trovato solo qualche anno fa tra via De Pandi e piazzetta De Simone. Insomma, è davvero un’occasione per scoprire che cosa c’era in passato nell’attuale via Carmeliti, a due passi da piazza della Repubblica e piazza Salandra. In questi mesi lì sono in corso le attività per realizzare la fogna ed altri sottoservizi e poi verrà posato il nuovo basolato. Opere finanziate dalla Provincia di Lecce e che non devono, però, esonerare dall’indagare sulla Nardò antica.
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