E i genitori non sapevano nulla.
La Rete allarga le maglie, aumenta le possibilità e riduce le distanze. Anche in amore. Succede, così, che un ragazzino siciliano prenda il treno e attraversi mezza Italia per raggiungere la sua fidanzatina virtuale, conosciuta su Instagram. Voce, video e immagini – oltre a parole d’amore scritte e fluenti come un codice binario – che lo conducono, come il suono di un piffero, fino a Gallipoli dove ad attenderlo (forse) c’è la sua bella. Una coetanea che gli avrebbe dato appuntamento attraverso il social. La scoperta è stata fatta da un albergatore della città che si è trovato il ragazzo alla reception, persino senza documenti e denaro. Chiedeva ospitalità, certo che qualcuno di buon cuore avrebbe ascoltato le ragioni del suo, di cuore, ospitandolo e consentendogli di incontrare la sua amata.
Il giovanissimo, proprio grazie alla segnalazione di un albergatore al quale si era rivolto, è stato rintracciato dagli agenti del commissariato che, dopo aver compreso le ragioni della sua storia, hanno avvisato i genitori, ignari di tutto, e il Tribunale per i Minorenni che ha disposto l’accompagnamento del ragazzo in una struttura protetta.
Ovviamente la tenerezza della storia, e la semplicità con cui è stata raccontata, non ha lasciato indifferenti gli uomini in divisa: i poliziotti hanno provveduto ad offrire un pasto e qualche euro al giovane innamorato. Così il suo racconto si è completato con tutti i particolari della frequentazione, all’inizio casuale e sporadica, sui social. Fino alla ferma convinzione di entrambi di doversi conoscere di persona. E qual è il periodo migliore se non quello delle ferie agostane?
Certo è che, come tutte le storie che finiscono in cronaca, nessuno conoscerà l’epilogo che resterà sospeso dopo i titoli di coda. Si incontreranno mai? Il loro amore continuerà ancora sul social e poi nella vita reale? E che ricordo serberà lei, di lui, quando da adulta – immersa nella sua vita normale ed ordinaria - sentirà il lontano calore di questo straordinario gesto romantico?
Giuseppe Spenga