Cronaca

PIAZZA SALANDRA - "E se la chiamassimo, invece..."

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NARDO' - "Leggo questo articolo di Salvatore Calabrese, in verità molto interessante e ben scritto, riproporre la storia etno folkloristica di Piazza Salandra nell'ultimo secolo e mezzo". Evocativa senz'altro la narrazione di personaggi, dei locali, delle cantine e dei modi di dire e tradizioni legate alla piazza. Un po' meno convincente la proposta finale di chi scrive il pezzo: sostituire il nome di Salandra con quello di Martiri Neretini.
Non sarebbe sbagliata, per carità, l'idea di dare il giusto valore e lustro alla storia ed alla memoria dei tanti che vennero uccisi a Nardò per il loro ideale e le loro azioni libertarie contro la tirannia del Guercio. Come è altrettanto meritevole l'idea di celebrare chi perse la vita durante il terremoto del 20 febbraio 1743. Non ritengo invece affatto opportuno creare una toponomastica del tutto nuova per la piazza.
La soluzione migliore, quella filologica e rispettosa della Storia, rimane quella più semplice: un ritorno alle origini, a quel "Piazza delle Legne" antico, vero, originale.   
Una cosa è certa: è una barbarie tollerare ancora il nome di Antonio Salandra, di un guerrafondaio autoritario e crudele, alla nostra splendida piazza. Si ritorni alle origini. Si ritorni alla semplicità, vera virtù perduta dei nostri avi neretini. La Storia, per una volta, ringrazierà.

Dott. Matteo Vallone, Guida Turistica e ambientalista