Cronaca

"Bisogna fermare questa nefandezza". I cittadini scoprono un enorme tubo tra gli scogli: *IL VIDEO* esclusivo

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NARDO' - Shock dei bagnanti “allu Rinaru”, la spiaggia dei neritini e dei turisti no global. Le piogge torrenziali, infatti, rivelano un enorme tubo in plastica e gomma, lungo oltre trenta metri.

Sarebbe servito, chissà per quanto tempo, a riversare in mare liquami di fogna contenuti nei camion autospurgo. Nella migliore delle ipotesi.
E’ venuto un colpo ad alcuni bagnanti accompagnati sul posto da un noto opinionista cittadino, Luigi Nanni. L’uomo, affermata guida turistica ed esperto di luoghi e cultura della città, si trovava al mare con alcuni parenti ed amici. La zona denominata per secoli come “Rinaru” e ribattezzata sulle paline stradali come contrada “Arenile”, è nota solo a pochissimi estimatori. Si raggiunge, infatti, attraverso una ripidissima discesa che dalla litoranea arriva fino al mare. Lì c’è uno specchio d’acqua incontaminato (così sembrava…) ricavato da un antichissimo porticciolo ricavato da un lungo corridoio nella scogliera. La zona ha il suo fascino: lì nei pressi ci sono solo un paio di lontane ville abitate solo in estate, le altre sono distanti centinaia di metri, per cui il mare non può sporcarsi a causa degli scarichi abusivi di fogna. Eppure, qualche volta, sono state notate chiazze sospette, attribuite ora allo scirocco, ora alla lontana Gallipoli. Fino a qualche giorno fa.

Il nubifragio, infatti, ha portato alla luce un “tubone” di oltre trenta metri, abilmente occultato tra le rocce e la sterpaglia. Un capo del tubo (con un bocchettone filettato come terminale, ampio oltre quindici centimetri) si trovava in mare. L’altro capo sbucava alla fine di un viottolo sterrato. Nel mezzo, lì dove attraversava la scogliera, il tubo era nascosto da pietre e rami.

Qual è la ricostruzione di chi l’ha ritrovato? I camion autospurgo si fermavano alla fine della stradina per non insospettire nessuno e per non arrischiarsi nell’arrivare fino alla spiaggetta (dove poteva essere avvistato dalla strada). Poi bastava avvitare il terminale e scaricare in mare tonnellate di liquami.