NARDO' - Venduto uno dei pezzi pregiati del patrimonio comunale, la farmacia di viale della Costituzione per poco più di 650mila euro, l’Amministrazione comunale ora passerà a far cassa con il “pezzo grosso”, questo sì veramente inutile: l’enorme gerontocomio progettato negli anni settanta e mai ultimato.
Martedì scorso sarebbe potuto essere il giorno decisivo, probabilmente, per il passaggio di proprietà e spieghiamo il perché.
Il quattro settembre sarebbero ripresi i lavori del Consiglio regionale con due interrogazioni a nome di Sergio Blasi (Pd) e Ernesto Abaterusso (Art.1 Leu). Entrambe vertono su questa vendita, per ora non ratificata, tra l’Amministrazione comunale di Nardò e l’impresa “Ing. De Nuzzo & C. Costruzioni” di Lecce a cui il Comune neritino ha già affidato provvisoriamente la vendita dell’immobile per la somma di 1milione e 630mila euro. La ditta non verserà denaro ma dovrà corrispondere lo stesso importo in opere pubbliche, "on demand": su richiesta dell'Amministrazione. Ora una piazza, un parco, un impianto sportivo e via dicendo.
Tutto ciò, però, è successo a fine giugno e la De Nuzzo aveva un mese per perfezionare la transazione inviando al Comune idonea documentazione che comprovasse i requisiti di partecipazione dichiarati in sede di gara. Il quattro agosto era la data stabilita per la consegna dei documenti ma, il due agosto, la ditta ha chiesto una proroga di altri trenta giorni per la presentazione della documentazione richiesta. Che è in scadenza in queste ore.
Intanto, in questo periodo, gli esperti economici e legali della ditta hanno esaminato la fattibilità del progetto ma, anche e con interesse, stanno sicuramente attendendo le risposte che il presidente Michele Emiliano dovrà dare ai consiglieri regionali Blasi ed Abaterusso i quali hanno molte perplessità (lo si comprende leggendo le loro interrogazioni) sulla reale possibilità di realizzare il progetto auspicato dall’Amministrazione comunale neritina. I manifesti già fatti affiggere dall’Amministrazione riprendono i termini del progetto presentato dalla “De Nuzzo” al Comune annunciando che “i bambini torneranno a nascere a Nardò”.
Nella struttura dell’ex Gerontocomio, secondo il progetto, dovranno essere allocati, infatti, un punto nascita con sei camere per le degenze, le residenze sociosanitarie assistenziali, anche per anziani, una struttura dedicata al “Dopo di noi” per assistere le persone con disabilità dopo la scomparsa dei parenti, infine palestre e servizi. Servizi sanitari privati che prevedono accreditamenti e placet da parte della Regione e della Asl in un periodo in cui i punti nascita vengono chiusi addirittura negli ospedali territoriali. Ecco perché dalle eventuali rassicurazioni del presidente Emiliano oggi passa il futuro dell’ex gerontocomio.
Va detto, però, che il Consiglio regionale ha fatto "flop" per mancanza del numero legale. Per cui tutte le interrogazioni saranno affrontate e discusse probabilmente durante una nuova seduta del Consiglio regionale che si terrà ai primi di ottobre. Ora non sappiamo che cosa succederà: la ditta prenderà ancora tempo? O il Comune vorrà stringere e chiudere l'accordo?