NARDO' - E’ bufera sul servizio di integrazione scolastica. Molte le famiglie "scoperte" dal servizio. La risposta delle istituzioni è arrivata solo con una riunione d’urgenza, convocata lo scorso 17 settembre e fissata per il pomeriggio del 19 (le scuole sono incominciate il 13…) dell’Ambito territoriale sociale3 di cui è capofila il Comune di Nardò.
La convocazione ai rappresentanti degli altri comuni ed ai vertici distrettuali della Asl è firmata dal presidente dell’ambito, nonché assessore al Welfare, Maria Grazia Sodero.
Il 19 scorso, inoltre, si chiudevano i termini della gara bandita il 5 di settembre per l’affidamento del servizio ad un ente o cooperativa esterni. La gara serve a “potenziare” il corrispondente servizio fornito dalla Asl, giudicato insufficiente alla copertura delle esigenze di famiglie e bambini con problemi, così come evidenziato in una precedente riunione del coordinamento, quella del 23 agosto.
Il problema sorge nel momento in cui la Regione Puglia garantisce sì le risorse ma soltanto dal primo ottobre e fino al 31 maggio, distaccandosi a tutti gli effetti dal reale calendario scolastico. Le lezioni, infatti, sono iniziate il 13 settembre. Alcuni bambini, in pratica, restano senza assistenza all’inizio ed alla fine della scuola, nonostante i provvedimenti siano finalizzati formalmente alla “integrazione”. A causa della gravità di alcune situazioni, come accaduto a Nardò, in questi giorni i bambini “speciali” vengono privati del diritto di frequentare le lezioni.
Il Comune, come ricorda il precedente assessore ai Servizi sociali Carlo Falangone, può intervenire per i giorni “scoperti” con fondi propri. “Così come fa la Asl – commenta Falangone – potevano fare i Comuni. Noi, in passato, abbiamo garantito sempre la copertura nell’intero periodo”.
La vicenda si presa al commento politico: “Il sindaco che ogni mese svende un pezzo di città, prima il gerontocomio, poi la farmacia comunale, in futuro non osiamo immaginare, non trova i soldi per garantire l'assistenza scolastica ai bambini che ne hanno necessità” dice l’ex sindaco Marcello Risi. “Apprendiamo che in una città in cui tutto, giorno dopo giorno, diventa più piccolo, diminuiranno anche gli operatori al servizio dei bambini e le ore di assistenza per ogni singolo ragazzo. Meno occupazione, meno servizi, meno futuro, meno civiltà. Tutto meno. Mentre ci piacerebbe conoscere come vengono impiegate le risorse provenienti dalle vendite dei beni comunali, sarebbero oltre due milioni di euro, e chiediamo con forza uno scatto di orgoglio al consiglio comunale. È ingiusto, veramente ingiusto, che i capricci e l'inadeguatezza di chi amministra si scarichino con tanta protervia sulle famiglie che dovrebbero sentire, prima di altre, la vicinanza del comune”.