NARDO' - Ci scrive il rettore del seminario diocesano. Pubblichiamo immantinente perché viene rivelato un particolare interessante sul presunto seminarista dalla preghiera molto potente.
In merito alla notizia apparsa in data 1/10/2018 sul vostro portale, circa la possibile preghiera miracolosa di un tale Michele che si associa quale membro della nostra Comunità, vengo a precisare che: il rione Castromediano di cui si parla nell’articolo non appartiene alla Diocesi di Nardò Gallipoli; la Comunità che reggo non annovera tra i suoi membri alunni di nome Michele.
Essendo totalmente estranei al fatto, chiedo pertanto con la presente la correzione immediata della pubblicazione, eliminando ogni riferimento alla Comunità del Seminario di Nardò, onde evitare spiacevoli diffusioni di notizie false, che potrebbero ledere o inficiare il ponderato svolgimento dell’azione educativa dell’Ente che legalmente rappresento. Mentre vi ringrazio per l’attenzione, saluto e auguro buon lavoro.
Sac. Antonio Bruno Rettore del Seminario Diocesano di Nardò
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La preghiera "miracolosa" di un seminarista che rinsalda cuori infranti.
La fidanzata abbandonata chiede aiuto a un giovane seminarista. E lui, poche ore dopo, con il rosario fra le dita le regala il «miracolo».
A raccontare questa storia alla redazione di Castromediano news è lo stesso protagonista, Michele, un ragazzo di 15 anni che studia in seminario a Nardò e che spesso «serve Messa» nella chiesetta “Gesù Maestro” alla periferia sud di Castromediano.
La settimana scorsa ha ricevuto una telefonata da una sua amica la quale, disperata, gli ha riferito di essere stata lasciata dal fidanzato. E con le lacrime agli occhi la fidanzatina ha chiesto a Michele di fare qualcosa per alleviare le sue pene.
Per tutta risposta il seminarista le ha spiegato che non sapeva cosa poteva fare per aiutarla e, soprattutto – ha voluto sottolineare - lui non era Padre Pio.
La ragazza non si è arresa. Anzi, ha insistito e ha invocato le sue preghiere, convinta che sarebbero servite. «Voglio le tue preghiere – gli ha detto implorante la ragazza – perché alle mie Dio non ci crede».
A quel punto Michele ha invitato la ragazza a unirsi idealmente anche lei nella preghiera per «rafforzare» l’effetto.
Michele racconta che la stessa notte ha sgranato il rosario e ha pregato affinchè l’amore e il sentimento del fidanzato «in fuga» tornassero ad albergare nel suo cuore.
E con suo enorme stupore, riferisce Michele, «Alle cinque del mattino, ancora prima dell’alba, sono stato svegliato da un messaggio su whatsApp. Era la fidanzata raggiante che mi ringraziava per aver fatto la pace col suo ragazzo, proprio quella notte».
Michele, che risiede con la famiglia in un paesino del Basso Salento, a pochi chilometri da Ugento e da Taviano, ha scritto anche un libro sull’importanza della Chiesa nella società.
La vocazione che lo ha sostenuto nella chiamata del Signore risale a quando aveva tre anni. Appena terminerà gli studi – fa sapere con fiera lungimiranza – si trasferirà a Roma, nella capitale della Cristianità.