NARDÒ - Discarica di Castellino esclusa dai finanziamenti regionali impiegati per la bonifica di aree inquinate. Una montagna di soldi, 73 milioni di euro, che servirà a risanare le discariche disseminate sul territorio pugliese. E Nardò, considerato l'ottimo rapporto tra il sindaco Pippi Mellone e il governatore Michele Emiliano? E Nardò, considerato l'ingresso in maggioranza di Mino Natalizio e Paolo Maccagnano? I due, ricordiamo, sono gli esponenti locali della corrente interna al Pd (Fronte Democratico) che risponde al governatore Michele Emiliano. A Nardò la discarica rimane così com'è. Continuando a leggere trovere tutte le note politiche di questi giorni. Fatevi un'idea.
CAPITOLO 1 - L'assessore regionale all'Ambiente Gianni Stea annuncia: "73 milioni di euro per la messa in sicurezza di aree inquinate e degradate. Due determine dell’Ambiente per la tutela del territorio". LINK
CAPITOLO 2 - L'avvocato Riccardo Leuzzi (movimento civico Partecipa) commenta così: "Non se ne può più dell’indifferenza e dei tradimenti della Regione Puglia verso la città di Nardò leggiamo con incredulità e disappunto dei finanziamenti provenienti dal Patto per la Puglia e dal Por destinati ad interventi di bonifica e messa in sicurezza di siti inquinati in Puglia tra cui le ex discariche di Gallipoli, Leverano, Manduria, Vieste e Zapponeta. Completamene ignorata è rimasta la ex-discarica di Castellino in Nardò, fonte accertata di grave pericolo epidemiologico incombente, e causa del più alto tasso di malattie oncologiche nella città più popolosa della provincia di Lecce, di cui si è tanto parlato e denunciato. Questi sono i risultati delle penose passerelle dei politicanti di ogni risma che si sono susseguiti e si susseguono a Nardò e della “grande e proficua intesa” della nostra Amministrazione comunale con il presidente della regione Emiliano, che così dimostra la sua insensibilità verso la cittadinanza neritina. È con grande preoccupazione ed indignazione, - conclude Leuzzi - che protestiamo contro la politica regionale e comunale e contro quanti con il loro consenso sostengono questa incapace classe dirigente".
CAPITOLO 3 - Augusto Greco, presidente della Commissione Ambiente, "corregge" Leuzzi: i soldi non erano per siti privati. "Più per amore di verità che per un atto di difesa nei confronti dell’amministrazione comunale o di coloro che sono finiti nel mirino sbilenco di Riccardo Leuzzi, ma occorre doverosamente chiarire che la sua uscita sul mancato finanziamento per la bonifica di Castellino è un clamoroso scivolone”. Così il neo presidente della II Commissione consiliare (Ambiente, Igiene e Servizi Ecologici) Augusto Greco risponde alla presa di posizione dell’associazione “Partecipa” che lamenta la presunta mancata assegnazione di fondi per la bonifica e la messa in sicurezza della discarica di Castellino, accusando senza mezzi termini Regione e Comune.
“Sconcerta - continua - che un politico e un amministratore di lungo corso, che è stato anche sindaco, giunga a conclusioni così affrettate e superficiali, omettendo di leggere carte e documenti. L’opportunità dei finanziamenti di cui parla, infatti, era a beneficio solo dei siti adibiti a discarica sul territorio pugliese che sono pubblici e di cui è stata accertata la componente inquinante e di degrado. La discarica di Castellino, lo sanno anche i bambini, innanzitutto è un sito privato, fatto che è il vero e antico nodo della problematica inerente qualunque eventuale intervento pubblico sull’impianto. È possibile che nessuno all’interno di “Partecipa” abbia un minimo approfondito la vicenda, così da evitare questa figuraccia?
Ma ritengo sia ancora più grave - continua - dire che Castellino sia “fonte accertata di grave pericolo epidemiologico incombente e causa del più alto tasso di malattie oncologiche”. Com’è noto, la conferenza dei servizi sulla ex discarica ha approvato qualche mese fa la seconda fase del piano di caratterizzazione prodotto da Mediterranea Castelnuovo 2 (che si concluderà a brevissimo), lo strumento che permette di ricostruire i fenomeni di contaminazione di suolo e acque, in modo da ottenere le informazioni di base a supporto della messa in sicurezza e della eventuale bonifica definitiva. In ogni caso, come tutti sanno (a parte Leuzzi), la Regione si farà carico della spesa necessaria alla messa in sicurezza, una volta chiuso il piano di caratterizzazione. Nei prossimi giorni inoltre l’assessore Stea sarà a Castellino perché il presidente Emiliano pretende che il cronoprogramma venga seguito direttamente dai suoi assessori e rispettato perfettamente. Tutto questo è un risultato atteso da oltre un decennio, i cui meriti vanno attribuiti soltanto a Michele Emiliano, alla sua volontà di porre finalmente fine alla vicenda Castellino e all’applicazione degli uffici regionali. Accusare la Regione Puglia di indifferenza per Nardò negli ultimi due anni significa aver vissuto altrove o essere in malafede”.
CAPITOLO 4 - Marcello Risi: Sulla discarica di Castellino l'amministrazione comunale non continui a prendere in giro i cittadini, come da tre anni sta facendo Michele Emiliano. L'avv. Riccardo Leuzzi ha espresso opinioni sacrosante che solo chi è in malafede può dire di non condividere. La regione è legittimata per legge, considerati i gravi rischi per l'ambiente, a intervenire su Castellino. Come può benissimo farlo la provincia. Dopo l'assurdo spreco di carta e colla per irritanti manifesti di propaganda è gradito qualche risultato concreto. La salute dei cittadini non si salvaguarda con i selfie del sindaco.
CAPITOLO 5 - Riccardo Leuzzi risponde ad Augusto Greco: "Dalla polemica tra l’Associazione culturale Partecipa e l’Amministrazione Comunale sull’esclusione di Castellino dal finanziamento regionale per la bonifica delle discariche, emergerebbe che solo l’Amministrazione Comunale di Nardò non sappia ancora con certezza che il sito “Castellino” è gravemente inquinato e pericoloso per la salute dei cittadini di Nardò con il più alto tasso di malattie oncologiche. Lo sanno tutti, medici e scienziati. Lo ha certificato l’Assessore Regionale Santorsola il 15/3/2016 rispondendo all’interrogazione del M5S tra cui il nostro Consigliere Casili, riportando alle denunce di ARPA Puglia sulle contaminazioni di nichel ed arsenico nei pozzi spia della discarica. La caratterizzazione in corso non impedisce certo che il Comune sia destinatario di finanziamenti per la bonifica di Castellino ben ammissibili anche su aree private la cui contaminazione è riconducibile “a soggetti privati che non vi abbiano provveduto” (art. 4 dell’Avviso Regionale).
Del resto in quel finanziamento di 69 milioni di euro hanno trovato posto la discarica inquinata di Troia (sequestrata dalla Guardia di Finanza) di proprietà della I.A.O. s.r.l. ed anche la ex Acciaieria di Giovinazzo, anch’essa privata, laddove il Sindaco Depalma ha dichiarato che “l’inerzia dei proprietari non può ostacolare la messa in sicurezza e la bonifica del sito”.
Se poi Nardò fosse stato escluso per non aver avanzato domanda di finanziamento sarebbe altra cosa, addebitabile solo all’inerzia dell’Amministrazione che pure vanta rapporti privilegiati con la politica regionale.
L’Amministrazione Comunale ci assicura poi che la Regione si farà carico della messa in sicurezza di “Castellino”. E’ una promessa del Sindaco o di Emiliano? A Nardò solo promesse non mantenute!
Si prende atto della difesa dell’Amministrazione Comunale sull’operato del Presidente Emiliano che continua ad assicurare solo interventi futuri.
Noi avremmo preferito qualche segnale concreto verso la città di Nardò non solo per Castellino, ma anche per le residue strutture sanitarie cittadine recentemente private anche del Punto di Primo Intervento o per la messa in sicurezza del Canale Asso che attende il completamento dell’intervento di mitigazione del rischio idraulico oggi fermo al solo I° Lotto.
Chi dobbiamo ringraziare per tanta attenzione. Il Sindaco o il Presidente della Regione?