NARDÒ - Il movimento nazional-popolare e rivoluzionario «L’altra Italia», ispirato ai principi enunciati da Pino Rauti, ha un cuore leccese. E batte a destra.
In una sala neritina si sono riuniti gli stati generali del partito intorno al segretario nazionale Mino Cartelli e al responsabile nazionale dell’organizzazione Antonio Russo, molto noto in città per aver prestato servizio in città come maresciallo dei carabinieri.
Il radicamento del gruppo, nel solco della frase assunta a motto della destra rautiana «Le radici profonde non gelano mai», ha portato a costituire anche a Nardò e Galatone un nucleo forte, pronto a confrontarsi durante le prossime consultazioni elettorali, europee, regionali e comunali. Cartelli spiega a lungo di essere stato allievo di Pino Rauti e di averlo seguito fino alla sua scomparsa. Ora le idee, profonde e che non gelano, vivono in lui così come i suoi insegnamenti.
Con un «amuleto»: Benito De Mitri, 85 anni e la fiamma del Msi che in lui arde ancora. Si era intiepidita ma ora grazie al nuovo partito anche De Mitri è tornato alla militanza attiva. Ne reggerà le sorti Roberto Felline (investito della vicepresidenza provinciale) che è stato già candidato durante le amministrative nelle due cittadine.
«In tanti torneranno a casa, nella casa della vera destra - spiega Cartelli - delusi dall’esperienza della Lega, estranea al nostro territorio, ma anche degli estremismi di di Casapound, Fronte nazionale o Forza Nuova. Faccio un esempio concreto, proprio a tutti i neritini: come valutate il comportamento di chi, professando l’appartenenza a Casapound, va a votare Stefano Minerva? Quella di “Andare oltre” è un’idea rautiana che qui a Nardò è stata stravolta e utilizzata per creare un aborto della politica. Noi siamo contro alternativi alle sinistre e contro i populismi. Rappresentiamo il completamento della destra».