RIFLESSIONI PER IL NATALE A MENTE APERTA, CUORE APERTO E VOLONTA’ APERTA
Nell’attesa dell’arrivo del Natale cercherò di fare alcuni riflessioni a mente aperta, a cuore aperto e lasciando venire il nuovo nei miei pensieri (a volontà aperta).
Cioè pensando e giudicando con la mente aperta, vincendo il cinismo, fermando la voce della paura e cercando con le mani il futuro. Parto dalla consapevolezza che possiamo contare sempre meno sui modelli del nostro passato e personalmente non mi va di continuare abitualmente a criticarli essendo certo che facendo ciò si continua a perpetuarli.
Abbiamo sempre più chiari sotto i nostri occhi problematiche e divari che questi modelli hanno portato. A cominciare da quelli ecologici con una profonda disconnessione tra noi e la natura, quelli sociali che hanno aperto una voragine tra noi e gli altri e non meno importanti i divari culturali-spirituali.
Continuiamo a depredare le risorse naturali del nostro pianeta utilizzando sempre di più preziose risorse non rinnovabili (1/3 del terreno coltivabile è scomparso negli ultimi 40 anni), due miliardi e mezzo di persone sulla terra vive con meno di due dollari al giorno e l’uno per cento della popolazione decide per il resto, cifre in rapida crescita di “esaurimenti“ e “depressione“ parole che fino a qualche anno fa non si conoscevano e che adesso sono un comune linguaggio anche dei giovani.
E tanti altri infiniti fatti e cifre. Allora mi chiedo. Dobbiamo ostinarci a continuare a risolvere i problemi con lo stesso tipo di pensiero che li ha generati e che hanno portato a una disgregazione sociale, economica e spirituale oppure dobbiamo sforzarci di aprire una strada verso principi e pratiche personali che ci aiutano ad effettuare transazioni , passaggi, inversioni da modi di essere che fino ad adesso hanno portato a uno sviluppo che nessuno vuole?
Forse è arrivato il momento di iniziare a valutare la possibilità di mettere in discussione alcune nostre abitudini collettive e di pensiero che si basano su stantii modelli fallimentari del passato?
Non è fuori luogo la considerazione che guardare indietro vuol dire continuare a perpetuare il nostro “ ego “ che si è preoccupato di mettere al centro della nostra vita esclusivamente il benessere individuale e ha allontanato sempre di più il nostro naturale bisogno di fare entrare in ognuno di noi “l’eco sistema“ che si preoccupa di noi e di tutti?
Sono arrivato alla costatazione che il futuro non ce lo indicherà nessuno, sta dentro di noi e per farlo affacciare, forse, dobbiamo in parte correggere e reinventare in parte noi stessi . Invertiamo la tendenza in atto, evitiamo di continuare a guardare modelli , sviluppi che nessuno vuole e che non generano speranza. Connettiamo la mente con il cuore. Auguriamoci per il Natale una autoriflessione cercando di capire quello che realmente noi vogliamo.
Impariamo meglio a vedere noi stessi.
Usciamo dal modo comune di pensare che “ anche se il mondo sta andando alla malora quello che potremmo fare non sposta la cosa di una virgola “.
Se occorre sforziamoci di spostare quella virgola.
Se vediamo una bottiglietta di plastica lasciata per strada, raccogliamola. Se incontriamo una persona di colore chiediamo da dove viene e cosa vuole da noi.
Il mio augurio è che si passi da una mentalità che valorizza solo il proprio benessere a una mentalità che valorizzi anche il benessere di tutti e della propria comunità.
Il futuro è di noi cittadini. Il futuro è di chi vorrebbe costruire un mondo migliore.
Leggendo quanto ho scritto qualcuno dirà che non è una novità e che lascia il tempo della mera lettura. Ho cercato di scriverlo con la mente e con il cuore sollecitato da queste poche righe di Madre Teresa di Calcutta: “Quando tu smetterai di volere riempire la tua coppa di felicità ed inizierai a riempire quella degli altri, scoprirai, con meraviglia, che la tua sarà sempre piena“, e da quello che un ragazzo scrive:
“ A scuola mi domandavano cosa vorrei fare da grande “, e io scrissi , “ essere felice “.
Mi dissero che “non avevo capito la domanda” ed io risposi “ non avete capito la vita “.
Un sereno Natale a tutti , Pantaleone Pagliula