Cronaca

*VIDEO* - La vera delusione nella vicenda di via Kennedy. "Il vescovo", risponde l'intervistato

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NARDO' - Se il Comune deve fare le pulci alla gestione dell'oratorio, allora si controllino minuziosamente le gestioni del parco della Saletta, del Tensostatico di via Giannone, del baretto della 167 con annessi bagni, dei locali del villaggio Boncore. Senza dimenticare nemmeno, ad esempio, il bar nell'ex tribunale oggi destinato ad uffici. Di tutto il patrimonio comunale, insomma, che è stato dato in gestione. 

Arriviamo al nocciolo della questione: perché il parroco è rimasto solo? Perché don Giuseppe Raho, durante il fatidico giovedì quando il sindaco disertò la riunione con i parrocchiani, non c'era il vescovo?
Perché il sindaco Pippi Mellone, dopo un incontro a tre con il vescovo e don Giuseppe, si permette il lusso di pubblicare questa nota? Leggetela, è qui sotto. Infine c'è il video con l'intervento critico su tutta la vicenda. Opaca, sicuramente. Ma non come intende il sindaco.

PALLA AL CENTRO (DA PIPPI MELLONE SINDACO)

Premetto e prometto che è l’ultima volta che intervengo sul tema, ma dato il baccano scatenato dai soliti quattro gatti, sono costretto a qualche ulteriore precisazione, anche per scrollarmi di dosso le cattiverie fatte circolare in queste ore.

1. I campetti di via Kennedy sono di proprietà del Comune di Nardò. Nessuno può sentirsi padrone di una cosa di tutti e maturare diritti a vita su questo o altri immobili comunali.

2. Nel febbraio 2017 la mia amministrazione, a pochi mesi dall'insediamento, prorogò per 24 mesi la gestione dell’oratorio. Questa proroga è scaduta il 15 febbraio scorso dopo 13 anni di utilizzo gratuito dell'impianto! Dove sta lo "scippo"?

3. Purtroppo, nel corso di questi due anni abbiamo appurato che a gestire i campetti - di fatto - non era il parroco ma altri soggetti, nonostante la sub concessione fosse espressamente vietata dalla convenzione tra le parti.

4. Chi racconta mezze verità sui campetti omette di dire che ogni bambino o adulto che giocava su quel prato pagava 3,50 euro durante l’orario diurno e 4 euro per le partite serali. Circostanza sulla quale sono pronti a testimoniare centinaia di neretini, compreso il sottoscritto che lì ha giocato in più occasioni. Non mi risulta che altrettante ricevute siano state rilasciate dai gestori.

5. Il bar vendeva bevande varie... anche in questo caso senza rilasciare alcun tipo di scontrino.

6. I profitti della gestione, secondo convenzione, dovevano essere reinvestiti sulla struttura. A dispetto di questo il 17 marzo 2014 la giunta dell'ex sindaco Risi (delibera n. 70) rifece il manto erboso, spendendo 30 mila euro di soldi dei cittadini.

7. L’oratorio era obbligato a presentare una relazione annuale sulle attività e gli introiti. Cosa mai avvenuta.

Insomma, in questi due anni abbiamo riscontrato che la gestione era, nei fatti, opaca. Per questi motivi siamo intervenuti affidando la struttura ad un altro soggetto, preoccupandoci che rimanesse comunque a disposizione delle attività sociali della parrocchia, alle medesime condizioni. Chi si agita oltremodo o non ha capito oppure ha interessi diversi.
Una piccola nota a margine. Mi riferiscono che la peggiore stampa cittadina ci accusi di aver affidato i campetti ad “amici degli amici”. Nei fatti si tratta di parenti della ex senatrice Manieri. Quindi, secondo la loro logica tribale si tratterebbe di amici loro. Noi li abbiamo scelti solo perché lavorano bene.
E ora basta... rimettiamo la palla al centro e buon divertimento a tutti i ragazzi!