Cronaca

Il candidato alla Regione per la maggioranza neritina sarà Mino Natalizio?

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NARDÒ - Per giorni si sono rincorse le voci sulla possibile candidatura di Pippi Mellone alla Regione, nel 2020. Ma lo scenario starebbe mutando velocemente, complice una riunione riservata di ieri, pochi minuti col presidente Emiliano.

Chi può tentare di prendere i voti della maggioranza melloniana senza devastare il Pd locale? Anzi, tendando pure di recuperarne una parte? L'assessore schierato nella giunta di estrema destra ma ancora "improfumato" di antico socialismo pare il candidato migliore e in pole position.

Mellone "ripiegherebbe" per sè sul suo vero sogno, sbarcare in Parlamento in caso di caduta anticipata del Governo. Senza disegnare l'ipotesi di un secondo mandato da sindaco. E frustrando, in questo caso, le legittime ambizioni di chi sperava di essere l'erede al trono, l'assessore Gianpiero Lupo. Anche se sornione ambizioni, per quella carica, sarebbero serbate anche da melloniani della prima ora, come Antonio Tondo.

Che altro? La località di Boncore, roccaforte del voto progressista-social-nazionalista, è stata la prima ad essere stata informata e "tenuta in caldo" per le prossime regionali.
Valga per tutti la scenetta che si è vista ieri, durante l'inaugurazione farsesca nel Sambiasi, quando il consigliere comunale di riferimento del gruppo, Paolo Maccagnano, ha gridato più volte ad alta voce "Mino, Mino" in un reparto dove riposavano i degenti per avvisare l'assessore che il presidente Emiliano lo avrebbe ascoltato in un improvvisato privée, insieme col sindaco Mellone. Il luogo giusto per una politica moribonda.