Cronaca

Don Ri', la vacanza per i bambini sfortunati, chi manda in vacanza il proprio cervello

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NARDO' - Recentemente le cronache nazionali stanno registrando con sempre maggiore e preoccupante frequenza atti di violenza, sia fisica che verbale, di bullismo e prevaricazione con una chiara matrice a sfondo razziale.
foto personè

 

 

Il fenomeno è evidentemente così percepito dall’opinione pubblica da stimolare in maniera spontanea persino le piazze, le quali notoriamente in Italia si mobilitano per questioni di natura calcistica, o poco più.Il 21 febbraio scorso il principale quotidiano nazionale, La Repubblica, ha riportato in cronaca la notiziaccia di un bambino pestato da una banda di bulli nel quartiere Portuense di Roma “perché egiziano” (https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/02/21/news/roma_ragazzino_in_balia_dei_bulli_pestato_perche_egiziano_-219690719/) e, quasi contemporaneamente, l’altra di un maestro di Foligno che, dopo aver mandato all’angolo un bimbo nero, si è rivolto ai suoi compagni di classe dicendo loro “Guardate quanto è brutto” (https://www.repubblica.it/cronaca/2019/02/21/news/foligno_suplente_manda_all_angolo_un_bimbo_di_colore-219704289/?fbclid=IwAR3jS3_JiCrrdXeZyx-VH-YDkjdvCIBk8MlZ57brADnSvbfrbeGuoBDYqSo ).

Due mostruosità, aggravate (ove possibile) dal fatto che riguardano due bambini. Due sfregi, solo gli ultimi in ordine temporale, al senso di civiltà e umanità che non sono sfuggiti alla sensibilità di un sacerdote “di periferia”, don Riccardo Personè, parroco della Chiesa dedicata alla Beata Vergine Maria Addolorata delle Cenate, il quale ha preso carta e penna (virtuali) ed ha scritto una mail alla redazione di Repubblica chiedendo di poter invitare, attraverso la Redazione giornalistica in questione, i due bambini e le loro famiglie a trascorrere qualche giorno di vacanza a Nardò la prossima estate.
Non avendo ancora ricevuto risposta, il volenteroso parroco non ha mollato ed ha voluto condividere questo desiderio con la comunità, rendendola partecipe dell’iniziativa durante un’omelia domenicale e pubblicando un post su Facebook, chiedendo aiuto affinchè si possano rintracciare le famiglie vittime di queste violenze a sfondo razziale. L’obiettivo è sempre lo stesso: offrire loro la possibilità di trascorrere una vacanza qui da noi, a Nardò, città insignita alla Medaglia d’Oro al Valor Civile proprio per l’accoglienza.

Raccogliamo quindi l’appello alla condivisione di don Riccardo Personè: pubblichiamo il testo integrale della lettera inviata a Repubblica, il post di facebook ed una significativa frase di don Tonino Bello, con la quale il sacerdote ha voluto evidentemente “sigillare” l’iniziativa, come si fa per quelle missive dal contenuto davvero speciale.

“Per favore mi aiutate, attraverso una libera e generosa condivisione massiccia, a rintracciare le famiglie del bambino di Foligno e del ragazzino di Roma?
Ho inviato esattamente una settimana fa una e-mail alla redazione de La Repubblica ma non ho avuto cenno”.

Dopo la frase di don Tonino riporto la mail inviata a Repubblica.

"Santa Maria, Vergine della notte (...) annuncia straripamenti di giustizia a tutti gli oppressi della terra"
Don Tonino Bello

Buonasera, 
sono Riccardo Personè,
sacerdote della diocesi di Nardò-Gallipoli. 
Vivo in una parrocchia vicino al mare splendido e bello di Nardò e al parco naturale di Porto Selvaggio. 
Sono nauseato e mi sento ferito anche nella mia umanità per tutto ciò che leggo e che mi fa soffrire tanto. 
Poco fa durante l'omelia ho chiesto alla mia comunità parrocchiale di mettersi nei panni di quel bimbo nero messo all'angolo in classe dal maestro e indicato ai piccoli compagni come una scimmia e poi mi è capitata la notizia del dodicenne studente di scuola media del quartiere Portuense di Roma che è finito in ospedale qualche giorno fa dopo essere stato aggredito da alcuni compagni di scuola più grandi. 
Vorrei, attraverso di voi, attraverso la vostra redazione, invitare, anche a nome della comunità che rappresento,
la Beata Vergine Maria Addolorata delle Cenate in Nardò,
i due bambini con le rispettive famiglie,
a trascorrere una settimana o più da noi la prossima estate. 
Sarebbe molto bello. 
Grazie, don Rì

 Giuseppe Spenga