Cronaca

IL CANE LEGATO AL PALO, I RISCHI DELLE "OPINIONI" - E il profilo social del Comune gestito da una entità pluri-avverbiale: QuiQuoQua

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NARDO' - E' noto ormai a tutti: il populismo si nutre dell'odio e delle informazioni sommarie. Della patina superficiale, da leccare finché non arriva la "botta". Senza dare la scossa quotidiana, la "dose", i cittadini non vanno in fibrillazione, stato da raggiungere per vibrare sulle frequenze della rabbia. Senza fibrillazione costante il populista perde il suo potere. Il problema è che bisogna sembre aumentare la dose per raggiungere il livello desiderato di rabbia.

canide

E' successo che la cronaca (e la fonte è l'ufficio stampa del Comune di Nardò) ha riportato la notizia di un cagnolino abbandonato in centro, legato ad un palo della luce.
Anche PdM ne ha dato notizia QUI.

E fin qui nulla quaestio. Sul profilo social di Facebook del Comune di Nardò, che teoricamente dovrebbe avere una importante valenza Istituzionale (abbiamo messo la maiuscola) i cittadini si sono scatenati: nel momento in cui scriviamo alcuni commenti sono spariti, forse ritirati dagli stessi cittadini, ma già quelli che sono sopravvissuti non sono teneri. "Bastardi", "imbecilli", "schifosi", "lasciateli marcire", "maledetti vi legherei per il collo", "siete la vergogna di questa città", "deficienti", "gentaglia".
Il curatore del sito del Comune osserva e, evidentemente, se ne compiace. L'odio fa audience. Tira. Ma è quello che viene richiesto ad un profilo istituzionale?

Poi, infatti, arriva il dubbio. Una persona (Serena, il cui nome completo riporteremo più sotto) posta la foto del cagnolino, che sta benissimo e si trova con i suoi padroni, sbotta e accusa il Comune di aver diffuso "una notizia di merda".
E qui arriva la sorpresa da QuiQuoQua, il social degli avverbi.

Il curatore del sito comunale, invece di moderare la discussione fin lì generatasi (con decine di insulti), ammonisce proprio Serena: "nel rispetto delle opinioni di tutti, ti preghiamo di utilizzare un linguaggio meno scurrile".
Opinioni: secondo i populisti gli insulti, le brutalità lessicali, le "deiezioni semantiche" come direbbe qualche amico, sono diventate opinioni da tutelare.
Appare fin troppo semplice giungere ad una conclusione: uno spazio istituzionale, pagato carissimo da tutti i cittadini perché presuppone che dietro ci sia gente con lo stipendio pubblico, andrebbe gestito in maniera più professionale, almeno dignitosa. E meno superficiale.

Concludiamo con le poche righe che ci ha inviato Serena, nel tentativo di ripristinare un po' di ordine in una vicenda nella quale, e come in altre, il Comune intende trasferire disordine (anche mentale) per annacquare le proprie, gravi, deficienze.
Questa Città merita di meglio, ricordiamocelo tutti.

Sono a comunicarvi, dopo la notizia apparsa su numerosi quotidiani,e per la quale sono stata fatta oggetto di numerose aggressioni verbali su diversi social, relativa ad un presunto abbandono di un cane, che i fatti cosi come narrati non corrispondono alla reale ed obbiettiva realta storica. Corre l'obbligo di precisare che nessun cane è stato abbandonato o legato ad alcun palo. Nei tempi e modi dovuti avrò modo di dimostrare i fatti cosi come realmente accaduti e la mia totale estraneità agli episodi delittuosi a mio danno contestati. Mio malgrado, qualora le differite aggressioni o minacce dovessero proseguire, sarò costretta adire la competente autorità giudiziaria per la tutela del mio buon diritto.

Serena Cavalera