NARDO' - I bambini e i ragazzini di oggi rasentano lo stato brado. Non tutti, ma molti. Iper viziati, coccolati, impuniti, con genitori senza alcuna cultura, morale, senso critico. Insegnare nelle scuole pubbliche per decenni e decenni è, ormai, un vero e proprio inferno. Capitombolati in un girone dantesco fatto di genitori peggiori dei propri viziatissimi figli, può capitare dopo decenni di perdere la pazienza. Forse non sarà questo il caso, forse sì.
Si tratta tuttavia di una riflessione generale, sociale, di categoria, genitoriale. Lo scappellotto, educativo fino alle generazioni dei nostri padri, diventa così una cosa abominevole, una violenza inenarrabile ai danni del povero minore ineducato. Quello scappellotto che manca in famiglia, che servirebbe ad insegnare alla prole che un no è un no, che non tutto è dovuto, che il rispetto e l'educazione sono alla base del vivere civile, a volte può scappare tutt'oggi a scuola.
Chiaramente, nella società iper fluida della massificazione della giustizia sommaria via social, persino la scoppoletta diventa sintomo di barbarie. Si crea così il mostro, una donna, una madre, una persona rispettabile da crocefiggere in pubblica piazza. Le si augura tutto il male possibile, oscenità incommentabili, minacce di morte nei modi più disparati. Tutti impuniti, questi odiatori social. Tutti si sentono in diritto di riversare veleno e bile comodamente seduti sulla poltroncina di casa, con nefandezze che in pubblico, di persona, non oserebbero mai accennare. Tanto sul web è tutto concesso.
Non si pensa, ovviamente, alla pressione che queste centinaia di insulti, di minacce, di oscenità, possano causare sulla psiche di una persona mite e tranquilla, che (forse) può aver sbagliato, ma che di certo non merita questa via crucis. Non merita che la si voglia investire senza sosta passandoci sopra con l'auto, non merita che le si ricordi che si ha un marito macellaio (con evidenti intonazioni splatter e minacciose), non merita che la si voglia prendere a bastonate fino alla morte. Stiamo perdendo il senso della misura, dell'umanità. Salvo poi riverire il primo pregiudicato criminalotto incrociato per strada. per paura, per ammirazione, perché non si sa mai.
È poi gravissimo riscontrare che la pagina social del Comune di Nardò, i cui gestori sono celerissimi altrimenti a censurare e bannare tutti i cittadini che educatamente la pensano differentemente dal monopensiero melloniano, non sia invece monitorata adeguatamente per le bestialità riservate a chi capita a tiro. Un pubblico ringraziamento, per questo, va all'integerrimo staff comunicazione del nostro amato sindaco.
Infine, devo riscontrare questa pesante mancanza di controllo anche su molte pagine pubbliche dei principali quotidiani di informazione locale. Assurdo che si permetta a simili "signori e signore" di offendere la professionista e di minacciarla di morte, senza alcuna moderazione dei commenti. Come disse il grande Fabrizio de Andrè, "se non sono gigli son pur sempre figli, vittime di questo mondo".
Matteo Vallone, attivista dei diritti morali, ambientali, civici