NARDO' - "Passa con i soli voti della maggioranza la mazzata dell’amministrazione Mellone" dice l'opposizione. A margine un lessico che fa paura: parole come "chemioterapia" usate con leggerezza da Mellone come metafore politiche. Roba da brivido, caro sindaco. Forse è stato veramente un errore non solo eleggerti ma anche darti possibilità di esprimere le tue opinioni, se si possono ancora definire così. Quel che inquieta di più è che persone appartenenti a cosiddette famiglie "perbene" ed acculturate non stiano prendendo le distanze. Altro che cure, qui stanno mancando proprio gli anticorpi dell'amor proprio, del buonsenso e della dignità.
NOTA DELLA MINORANZA
Abbiamo appena votato contro la più grande nefandezza di questa legislatura. Un aumento stratosferico del 14,50% che andrà ad incidere sul portafoglio delle famiglie neretine per cifre che vanno dai 90 ai 240 euro. È una notizia incredibile e vergognosa. Uno schiaffo all’intelligenza di quegli elettori che avevano riposto la loro fiducia in questa disastrosa amministrazione comunale e in questo sindaco carico a chiacchiere che, rosso in volto per il nervosismo ed incapace di chiedere SCUSA alla Città, nel corso del Consiglio Comunale non ha fatto altro che offendere con parole infamanti, vergognose, indegne persino delle peggiori bettole, parlando di “chemioterapia per la Città”, sputando in pieno volto chi ha conosciuto e vissuto la piaga della neoplasia.
Quanto fa schifo fare riferimento - per difendersi politicamente - ad una malattia?! Orgogliosi di aver votato contro l’aumento delle tasse. Orgogliosi di aver smascherato questa gente che ha USATO la buona fede delle persone per sedersi sulle poltrone e tradire i cittadini subito dopo. Noi andiamo avanti insieme, certi di difendere e di rappresentare la Nardò migliore. Avanti insieme perché insieme spediremo a casa l’arroganza di questi signori e porteremo la buona Politica al governo della Città.
I CONSIGLIERI COMUNALI DI OPPOSIZIONE
Lorenzo Siciliano, Daniele Piccione, Roberto My, Carlo Falangone, Paola Mita, Giancarlo Marinaci